Attacchi a Prato Giardino, una prospettiva di speranza
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C'è speranza a Viterbo. La storia degli "attacchi" a Prato Giardino lo dimostra. Soltanto mantenendo alta l'attenzione, soltanto parlando tanto di questo tema si può riuscire ad avere risposte dalla politica. Facciamolo.

C’è speranza a Viterbo. La storia degli “attacchi” a Prato Giardino lo dimostra. Un gruppo di persone ha riempito di bellezza il parco cittadino, con la semplicità dei fili di lana intrecciati e dei colori, per accendere un riflettore enorme sul degrado in cui vertono i parchi cittadini. Sono andati nel simbolo del verde del capoluogo e hanno costruito una nuova prospettiva di dire le cose. Col sorriso, con l’allegria e con la serenità di chi sa di sostenere una battaglia di verità.

I ragazzi, gli uomini e le donne viterbesi di Yarn Bombing hanno fatto un primo grande passo. Ora bisogna non far terminare qui l’efficace denuncia. E’ necessario dare voce, amplificare il più possibile, pressare gli amministratori di questa città a intervenire sui parchi e giardini pubblici. Perché la loro pulizia, il lodo decoro e rispetto sono parte importante della vita civile della collettività.

Abbiamo quindi deciso che a partire dai prossimi giorni racconteremo con foto e articoli la condizione dei vari spazi verdi del capoluogo. Magari anche delle frazioni. Ai lettori che vorranno inviare suggerimenti ricordiamo che l’indirizzo è info@lafune.eu.

Ci piace rilanciare le parole con cui Yarn Bombing Viterbo ha spiegato il gesto di sabato a Prato Giardino: “Tutto sembra normale in una città alla deriva, dove però i bambini continuano a crescere e saranno gli uomini del domani. Questo gesto nella speranza che un giorno Prato Giardino e tutti i parchi di Viterbo abbiano il rispetto che meritano”.

Soltanto mantenendo alta l’attenzione, soltanto parlando tanto di questo tema si può riuscire ad avere risposte dalla politica. Facciamolo.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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