Aliante della Tuscia - Nella società etrusca i fermenti per le civiltà attuali
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Con Aliante della Tuscia iniziamo la settimana parlando di Etruschi. Un popolo glorioso che ha lasciato tanto allo sviluppo successivo della storia, così da poter essere considerato alla base della civiltà umana.

Come ogni inizio settimana vi proponiamo un articolo nel blog frutto di uno scambio con Aliante della Tuscia.

 

di Alessandro Gatti

Risale al 2010 l’idea di offrire, a turisti e cittadini, una mostra interamente dedicata agli Etruschi, e di farlo avvalendosi delle potenzialità offerte dalle tecnologie 3D. L’iniziativa venne promossa da Historia, associazione per la valorizzazione e divulgazione dei Beni culturali del Paese, avvalendosi dei finanziamenti dell’associazione Bruno Kassel (FBK) di Trento.

Oggi assistiamo alla ricostruzione di ambienti suggestivi della vecchia Etruria e dei maggiori siti archeologici. La mostra sfrutta il laser scanning per la ricostruzione dei luoghi originali e offre un virtual tour con filmati, immagini, animazioni 2D e 3D.

Quello che gli Etruschi hanno rappresentato per il nostro territorio va oltre l’importanza storica, esso rappresenta un mitico approccio alla vita, dove per mitico intendiamo di un’altra era, fuori dal tempo.

Alcune teorie collegano gli Etruschi alla discendenza dei Terramaricoli e dei successivi Villanoviani, un
popolo la cui origine, al confine tra storia e leggenda, è fatta risalire a un ceppo celtico, spostatosi lungo le coste del Mediterraneo.

Questa tesi è stata di recente abbandonata per sposare una discendenza Mediorientale, vicina al
Sanscrito (antica lingua dell’India) e la Persiana in particolare. La motivazione è rappresentata da alcune
similitudini linguistiche di recente rilevazione in alcuni termini simili alle due culture, anche se mancano testimonianze scritte dirette.

Indipendentemente da quale fu la discendenza di questi popoli, essi crearono una cultura straordinaria,
legata al rispetto per gli antenati e al culto della Madre Terra. Il loro legame con la Terra e la Natura era così intenso da rappresentare un elemento di catalizzatore sociale.

Furono gli anticipatori dei processi politici e dell’approccio istituzionale. Prima che i Romani
concepissero la Repubblica, e i Greci la pòlis, gli Italici avevano fondato la loro nazione sul legame naturale e spirituale con la Terra.

I Terramaricoli, del II millennio a.C, furono i protagonisti del passaggio dall’età della Pietra all’età del Bronzo, introdussero infatti l’uso delle arti della lavorazione dei metalli, fino allo straordinario popolo etrusco che ha lasciato reperti dalla straordinaria bellezza, le cui lavorazioni sono di difficile riproduzione anche per le moderne tecnologie.

Una leggenda lega gli antenati degli Italici al popolo di Atlantide, protagonista di una mitica età dell’Oro, dopo la quale il genere umano è retrocesso, reinventando da zero il suo progresso. Quanto di questa leggenda sia vero non è dato saperlo, quello che è testimonianza storica, invece, è che
sulla base della società e dell’organizzazione etrusche, le civiltà future fonderanno i presupposti del
progresso del genere umano.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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