Assunzioni servizi Asl, lettera aperta ad Angelo Allegrini
Roberto Pomi
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130 posti di lavoro alla Asl di Viterbo, la lettera de La Fune all'ex segretario del Partito Democratico Angelo Allegrini.

La lettera aperta dell’ex segretario provinciale del Partito Democratico Angelo Allegrini al governatore della Regione Lazio offre importanti spunti di riflessione. Tanto che abbiamo ritenuto opportuno e intelligente ragionarci sopra e a nostra volta scrivere una lettera aperta all’ex segretario Pd. Eccola:

 

Caro Angelo Allegrini,
abbiamo letto con grande attenzione la lettera aperta da lei inviata al presidente Zingaretti. Solleva una questione molto importante, quella dell’esternalizzazione dei servizi Asl e dei lavoratori.

Evidenzia questioni di stretta attualità quando dice: “La nuova gara per l’affidamento dei Centri Unici di Prenotazione taglierebbe quasi il 20% dell’intero organico attuale non tenendo conto della ricognizione dei fabbisogni dei servizi elaborata solo lo scorso anno dalle Aziende; perché precarizza e discrimina i lavoratori, dato che il bando non prevede come obbligo, tranne che per le persone con disabilità, la riassunzione del personale attualmente in servizio nel ruolo e nel livello contrattuale raggiunto, in aperto contrasto con le disposizioni a tutela del lavoro previsti dalla normativa; perché cancella ogni diritto dei lavoratori, inclusi quelli acquisiti, come il diritto al risarcimento per licenziamento dalla ditta uscente, e li mette alla mercé dei datori di lavoro, dato che l’assenza di una clausola di riassunzione può costringere i lavoratori ad accettare condizioni peggiorative, pena la disoccupazione”.

Altro passaggio significativo è il seguente: “Soprattutto perché la re-internalizzazione dei servizi di centralino aziendale, front-office, CUP e sportelli polifunzionali, da troppo tempo appaltati, con conseguente assunzione dei più di 130 operatori attualmente impiegati solo nella ASL di Viterbo, oltre che procurare sollievo e restituire sicurezza a tante famiglie, comporterebbe un cospicuo risparmio per ASL e Regione pari a circa 1.000.000 di euro annui.
D’altronde la volontà di superamento della condizione precaria dei lavoratori era stata già manifestata, anche in atti, nelle precedenti consigliature e se il cammino per la reinternalizzazione si è interrotto è stato proprio a causa degli scandali e degli interessi illeciti che hanno macchiato l’immagine della Regione.
Finora la presenza di un “mediatore” che fornisse ad ASL e Regione il lavoro di centralinisti e impiegati, talvolta al servizio da vent’anni degli appaltatori che si succedevano spesso a se stessi, era motivata dal commissariamento della sanità laziale che ne impediva l’assunzione, ma ora, grazie agli sforzi da te compiuti e ai sacrifici degli abitanti della regione, non c’è motivo di continuare a mantenere un caporale che guadagni sulla pelle dei lavoratori”.

Tutto molto sensato, tutto intelligente. C’è però una prospettiva di fondo che, caro Angelo, ci convince poco. La Asl è un pezzo della macchina pubblica, un pezzo importante. Portare all’interno i servizi, cosa giusta e sana alla luce del risparmio di un milione di euro all’anno da te stesso sottolineato, è mossa auspicabile. Purtroppo ci convince meno il discorso sui diritti acquisiti dal personale in servizio. L’Italia è diventato il Paese dei diritti acquisiti alle spalle e in barba ai diritti di tutti gli altri, che non hanno avuto la fortuna di acquisire un bel niente: né gli stipendi a fine mese né i diritti appunto.

Stiamo parlando di 130 posti di lavoro, una vera e propria manna di questi tempi. Riportare il servizio all’interno della Asl a nostro avviso implica una cosa sana, trasparente, necessaria: un concorso pubblico per assegnare questi posti ai più bravi, ai più preparati, ai più meritevoli.

In effetti non riusciamo a capire del tuo ragionamento come puoi pensare che sia giusto che queste 130 persone vengano assunte direttamente dalla Asl per il semplice fatto che fino a oggi hanno lavorato con chi ha vinto l’appalto del servizio. Ci domandiamo, forse sarai in grado di dircelo te, quali sono stati i criteri di assunzione di questi 130 di cui chiedi la stabilizzazione.

Inoltre ci preme sottolineare, partendo da una prospettiva del mondo meritocratica, che i 130 potrebbero partecipare al concorso e lavorando alcuni da 20 anni nel settore non avranno sicuramente difficoltà a risultare più bravi e competenti di altri.

E’ giusto dare stabilità a 130 persone che andranno a ricoprire gli incarichi, ma è anche giusto dare la possibilità a tutti di essere tra quei 130. Altrimenti si rischia di fare un’assunzione di stato senza rispettare quello che lo stato dovrebbe rispettare: il merito, le professionalità, la trasparenza e la giustizia.

Ti ringraziamo per aver sollevato la questione. Convinti di trovare in te un importante alleato per questa battaglia di civiltà e di costruzione di un mondo migliore, porgiamo distinti saluti.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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