
VITERBO – L’arrivo nel centro storico di Viterbo è da panico. Un corridoio dell’orrido, trenta metri di bruttezza che preparano il cittadino e il turista a entrare sulla piazza che custodisce palazzo papale e la chiesa di San Lorenzo.
Poche decine di metri che restituiscono tutti il senso possibile di degrado e maldispongono l’animo di chiunque. Ci sono porte e vetrate murate e i vetri sono rotti, belli taglienti e a portata di bambino. In un mondo pieno zeppo di regole sulla sicurezza, dove (giustamente) un piccolo artigiano viene multato perché magari l’estintore è fuori posto nel suo laboratorio un Comune può permettersi di fregarsene di una situazione fuori da ogni logica. Il problema, si badi con attenzione, va avanti da più di un decennio. Da quando, in era Marini, vennero realizzati gli ascensori.
C’è anche un bel “drappo” con le indicazioni dei lavori che tra poco cadrà in testa a qualcuno, sicuramente ferendolo e mandandolo in ospedale. Una bruttezza intollerabile eppure diventata parte integrante dell’immagine della città.
Palazzo dei Priori dovrebbe ragionare seriamente su mettere fine a questo scempio quotidiano.


















