Arrivano nella Tuscia "i vampiri della benzina", casi di furto dai serbatoi al Carmine
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VITERBO - L'azione, che ovviamente costituisce un reato, è emersa da diversi anni, soprattutto a seguito del forte rincaro del prezzo del carburante, nelle aree più degradate d'Italia. 

VITERBO – Adesso rubano anche la benzina dai serbatoi. Il fenomeno dei cosiddetti “vampiri del carburante” registrato anche nel capoluogo della Tuscia. Diverse segnalazioni ci sono giunte in redazione dal quartiere Carmine. 

L’azione, che ovviamente costituisce un reato, è emersa da diversi anni, soprattutto a seguito del forte rincaro del prezzo del carburante, nelle aree più degradate d’Italia. 

La modalità di esecuzione del furto è piuttosto banale. I malviventi, definiti appunto “vampiri del carburante”, si infilano sotto le vetture e utilizzando un trapano di piccole dimensioni elettrico foravo il serbatoio facendo scendere il combustibile all’interno di contenitori appositamente posizionati. 

In genere questo tipo di furti si consumano durante la notte, ossia in un momento della giornata dove è possibile agire con tranquillità e nella certezza di non essere visti. In alcuni casi il ladro “si premura” di richiudere il foro al serbatoio in maniera posticcia, in altri lascia tutto come è. I malcapitati proprietari delle auto trovano alla mattina le auto completamente a secco e oltre al furto subito si ritrovano ad affrontare anche la spesa della sistemazione del serbatoio. Quando i malviventi sono particolarmente maldestri sotto alla macchina è visibile una chiazza, più o meno grande, di combustibile caduto. 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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