

Arriva Immuni, l’app per tracciare i contatti e facilitare la ricostruzione della rete dei possibili contagiati dello stesso link epidemiologico
E’ scaricabile da lunedì e dall’8 giugno entrerà pienamente in funzione, in via sperimentale, in Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia. La settimana dopo sarà pienamente funzionante in tutta Italia.
Si può scaricare sull’App Store di Apple (basta andare sullo store e cercarla, se si ha un iPhone, o cliccare qui e avviare il download) e su Google Play per gli smartphone Android (stesso discorso: l’app è qui e bisogna solo avviare il download) e comincerà a registrare gli incontri, in forma anonimizzata, fra chi la scarica. A disposizione di chi ha dubbi o problemi ci sono un sito (immuni.italia.it, utile anche se non trovate l’app sugli store) e un numero verde (800912491).
Immuni può essere già scaricata in tutta Italia. Potrà essere chiesto di aggiornare il sistema operativo all’ultima versione (iOs 13.5 per gli iPhone, mentre per Android serve almeno la versione 6 con Google Play Services aggiornati alla versione 20.18.13): in questo caso l’operazione viene «guidata» dalla app stessa. Più avanti Immuni arriverà anche su AppGallery per i dispositivi Huawei sprovvisti di Google Play, che al momento restano tagliati fuori.
Come funziona
Tramite il Bluetooth, l’app registra autonomamente gli incontri e non la posizione (su Android viene chiesto di attivare il Gps, ma l’app non accede lo stesso ai dati di posizione). A spiegare bene il meccanismo è il Corriere della Sera: se un utente — prendiamone uno ipotetico: Marco — risulta positivo a un tampone, e ha la app, potrà dare agli operatori sanitari che gli comunicheranno la positività il codice generato dalla app. (Lo si trova nella sezione «Impostazioni» della app, sotto la cartella «Caricamento dati»). Quel codice di 10 caratteri alfanumerici sbloccherà l’invio da parte dello smartphone di Marco al server centrale della lista dei codici corrispondenti ai suoi incontri con le altre persone. In questo modo tutti i cellulari degli utenti che nei 14 giorni precedenti si sono imbattuti in Marco, stando a meno di due metri di distanza da lui per almeno 15 minuti, riceveranno una notifica, che consiglierà a chi la riceve di consultare le autorità sanitarie.
La Fune raccomanda ai suoi lettori di scaricarla e contribuire con il sistema sanitario alla gestione di questa fase di convivenza con il virus. Diffida inoltre a non credere a teorie complottiste, prive di fondamento e alquanto pericolose. Al tempo stesso ricorda a quanti ritenessero opportuno non scaricarla per evitare di essere “spiati” che lo stesso discorso, ammesso che sia da ritenere valido, varrebbe per tutte le altre app che probabilmente hanno sul telefono: da Facebook a Google.

















