
VITERBO – Emanuele Aronne non ci sta a vedere la Fontanasfera oggetto di vandalizzazione e vuole tagliare la “testa al toro”. Il tema è abbastanza caldo e l’assessore ha già avviato un confronto con la FIN, gli attuali gestori, per costruire soluzioni condivise e riprogettare l’area in maniera tale da proteggere la Fontanasfera. C’è però una domanda che non riusciamo a toglierci dalla testa e riguarda il perché dell’assenza di telecamere sul monumento. Abbiamo contattato Aronne per chiedergli questo ma la notizia è diventata un’altra: la protezione della Fontanasfera attraverso un parco recintato o addirittura inglobando il monumento in un nuovo ingresso alla piscina.
Perché avete inaugurato la Fontanasfera senza avere attivato le telecamere? Era così difficile prevedere nuove vandalizzazioni, visto che accade da trenta anni?
“L’appalto all’interno del quale abbiamo ridato una dignità al monumento non prevedeva l’installazione di telecamere, che comunque non è affatto una cosa banale. Ci sarebbero voluti 4-5 mesi e l’avrebbero vandalizzata comunque nel frattempo, visto che era finita. E l’abbiamo voluta inaugurare perché, per noi, ridare dignità a quel luogo è un simbolo”.
Un simbolo però che è durato poco …
“Non è così. Non la facciamo più grossa di quello che è. In questa città sembra esserci una deriva a ingigantire. Parliamo di rifiuti buttati nella fontana e abbiamo spento le pompe per non bruciarle, ecco perché non c’è più l’acqua. Basta ripulire e tutto torna in funzione. Senza tanti drammi. Adesso, nell’immediato, la situazione è questa. Ci saranno gli incivili che torneranno a sporcarla ma noi saremo più forti e alla fine daremo una soluzione definitiva”.
In che senso?
“Nel senso che già siamo al lavoro per prevedere nel secondo lotto di lavori sulla piscina una soluzione per mettere in sicurezza una volta per tutte la fontana. Questo secondo lotto prevede la sistemazione delle facciate della piscina e all’interno prevederemo una progettazione per un parco recintato intorno al monumento. Già ho parlato con la Fin, che gestisce l’impianto, e sono disponibili ad aprire e chiudere i cancelli negli orari di attività della struttura”.
Che tempi prevedete?
“Non lo so, è sbagliato dare un tempo certo perché poi ti torna sempre indietro come un boomerang. Di minima faremo il parco recintato ma se riusciamo l’area della fontana potrebbe anche diventare il nuovo ingresso alla piscina comunale, così gli sarà data una centralità che è il migliore deterrente contro le azioni degli incivili”.
Ma perché l’acqua non funziona più?
“Hanno tolto un tappo del filtro e ci hanno messo dentro un assorbente. Ha bloccato la pompa e non l’ha bruciata perché ci siamo accorti e abbiamo spento tutto. C’è una parte della città fatta da ignoranti purtroppo ma c’è anche grande indignazione tra i cittadini. Ho ricevuto tantissimi messaggi nel merito”.


















