Armonia Celeste incanta il Pilastro, "la mossa" dedicata da Angelo Loddo a Sandro Rossi
Minimacchina Pilastro 05
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VITERBO - Un successo, questo del trasporto 2024, costruito tappa dopo tappa. Comandi perfetti, ragazzi perfetti, organizzazione impeccabile. 

VITERBO – Tripudio nel quartiere Pilastro per Armonia Celeste. In tanti hanno applaudito i facchini di Angelo Loddo. Un successo, questo del trasporto 2024, costruito tappa dopo tappa. Comandi perfetti, ragazzi perfetti, organizzazione impeccabile. 

“La mossa” della Minimacchina con dedica al capofacchino Sandro Rossi, in ospedale per un’operazione d’urgenza al cuore svolta con successo nei giorni scorsi e ora convalescente. Trasporto numero 52 per il Comitato Festeggiamenti Pilastro, una vera e propria istituzione della tradizione di Santa Rosa nella città di Viterbo e ormai storica fucina di facchini. Dedica di tutto il trasporto a Giovanna Bonucci, moglie di un altro pezzo da novanta della storia della devozione per Santa Rosa in città Pino Loddo. 

Alla partenza le parole della sindaca di Viterbo Chiara Frontini, del vescovo Orazio Francesco Piazza e del presidente del Comitato Pilastro Stefano Caciola. “Siete l’orgoglio del quartiere Pilastro e dell’intera città di Viterbo”, ha detto la sindaca rivolgendosi ai giovani facchini. L’intervento del vescovo è stato incentrato sulla trasmissione dei valori di generazione in generazione. 

Il trasporto è stato guidato magistralmente da Angelo Loddo, che ha saputo caricare e tranquillizzare i suoi ragazzi. Sulle loro spalle una riproduzione di un pezzo di storia del Trasporto. Armonia Celeste è infatti la riproduzione di una Macchina di Santa Rosa del passato. Dieci metri di altezza per mezza tonnellata circa di peso. Il tutto portato a spalla da 60 facchini. 

Tanti i presenti che hanno voluto sostenere e incoraggiare i giovani cavalieri di Rosa, per una serata di grande festa e commozione. Tutti aspettando la notte del tre settembre. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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