Arena pronto a denunciare Viterbo2020 per dei manifesti che ritiene lesivi della sua immagine
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VITERBO - VITERBO - Giovanni Arena torna sulla questione della querela verso gli autori di manifesti sulla sua amministrazione che reputa diffamatori.

VITERBO – Giovanni Arena torna sulla questione della querela verso gli autori di manifesti sulla sua amministrazione che reputa diffamatori.

“La querela è pronta per essere consegnata in Procura, sono stato diffamato attraverso manifesti anonimi che mi accusavano di cose assurde. Non ho mai denunciato nessuno in vita mia e sento che se dovessi farlo sarebbe una violenza che farei a me stesso, ma a volte è necessario per difendere la propria onorabilità.

Il mio modo di essere e l’educazione mi portano a non infierire contro chi sbaglia, specialmente se è giovane. Ho ancora tempo per riflettere, tra il procedere per le cattiverie subite, oppure agire con la saggezza che mi deriva anche dall’esperienza, dimenticando lo spiacevole episodio e continuando a lavorare per il bene della città”, scrive in un post sulla pagina Facebook ufficiale. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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