Aquilani (referente gestione Covid-19 Asl di Viterbo): "I pazienti muoiono con il coronavirus e non di coronavirus"

VITERBO - L'appello della Asl di Viterbo è a essere vigili e, al tempo stesso, mantenere la calma.
VITERBO – L’appello della Asl di Viterbo è a essere vigili e, al tempo stesso, mantenere la calma.
“Il virus ha una capacità di contagio di 2.5, ogni infetto potenzialmente è in grado di propagare il virus su due persone e mezzo in termini statistici – spiega la dottoressa Silvia Aquilani, referente gestione Covid-19 Asl di Viterbo -.
Si tratta di una patologia che dà sintomologia grave solo su persone over o fragili, che hanno patologie di base. L’età pediatrica è quella che sembra avere la prognosi migliore. I pazienti morti muoiono con il
coronavirus e non di coronavirus. Abbiamo caduti sul campo che sono quelli che ci aspettiamo, i soggetti più fragili. E’ quanto accadrebbe ogni anno con l’influenza se non ci fossero i vaccini”.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















