

VITERBO – Un passaggio segreto tra le pietre della storia per risolvere l’emergenza pedonale durante il periodo in cui è montata la Macchina di Santa Rosa. È la proposta lanciata dal capogruppo in Consiglio Comunale per la lista “Io Apro Rinascimento”, Ugo Poggi, che punta a riaprire una storica pusterla murata nel dopoguerra.
La scoperta, frutto di «una lunga ricerca su internet», ha permesso di accertare che sul lato sinistro di Porta Romana (per chi arriva da sud) «esisteva una porticina o pusterla che consentiva ai dazieri e alle guardie il passaggio rapido dentro-fuori e viceversa, senza dover azionare la pesante porta in legno». A testimonianza di quel varco antico, «c’è anche un cardine di porta rimasto al suo posto dall’epoca».
Un’intuizione che, spiega il consigliere, «arriva come il cacio sui maccheroni visto che ormai è quasi consolidata l’abitudine di montare la Macchina nel mese di luglio». Tale montaggio, infatti, «chiude per un lungo periodo di circa due mesi il fornice del passaggio pedonale sotto la torre di S. Sisto» [Ugo Poggi], costringendo i cittadini a un’alternativa rischiosa: «Per i pedoni che desiderano entrare a Viterbo dalla Porta Romana, rimane solo di rischiare incidenti percorrendo la corsia riservata agli automezzi», vivendo in una «pericolosa promiscuità» con i veicoli in movimento.
Da qui la richiesta formale rivolta alla Soprintendenza e all’amministrazione comunale: «Tutto ciò premesso chiedo alla Soprintendenza e al Comune di Viterbo di volere esaminare la possibilità di ripristinare la porticina che esisteva alla sinistra della Porta Romana e che è stata murata dopo la fine della seconda guerra mondiale».
Non solo un ripristino filologico, ma un’opera di moderna messa in sicurezza: «Siccome le cronache del tempo parlano di una porticina o pusterla ad uso dei gabellieri e delle guardie, chiedo che si proceda alla riapertura della porticina e anche a far partire uno studio di fattibilità per poterla allargare e trasformarla in un regolare fornice dedicato esclusivamente ai pedoni, sollevandoli dai rischi e pericoli vari»


















