Apre Piazza, due trentenni vogliono contribuire alla rinascita del centro storico: "Ci mettiamo il nostro prodotto: brunch, dj set e bartender dall'Italia e dal mondo"
Foto Piazza
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COSTRUTTORI - C'è vita in piazza della Morte 15. Da qualche settimana ha aperto le porte Piazza, da un'idea di due trentenni: Nico Sacco e Andrea Ragonesi. 

COSTRUTTORI – C’è vita in piazza della Morte 15. Da qualche settimana ha aperto le porte Piazza, da un’idea di due trentenni: Nico Sacco e Andrea Ragonesi. 

“Ospitalità” è la parola messa al centro e questi due trentenni hanno le idee chiare su come farla, ma soprattutto è gente che studia, si appassiona, si dà obiettivi, misura i risultati. Cavolo, sono imprenditori del settore. Li incontriamo in quaranta minuti, al secondo piano del palazzo stupendo (vista ponte del duomo) che contiene il loro locale. Ci riempiono di numeri e analisi sul settore dove stanno investendo. Ci confermano quello che stiamo vedendo sul centro storico: “Lo dicono i dati, la provincia sta crescendo. Lo capisci quando i fornitori grandi ti fanno lo stesso trattamento di un bar o locale di Roma – ci racconta Nico Sacco -“. Sorridiamo perché l’informazione che ci ha messo sul tavolo questo giovane è preziosa, ci dice molto. 

Andrea ci tira fuori di tutto. In pochi minuti hanno apparecchiato sul tavolo: un menù (bellissimo anni Novanta), la vision del locale definita come solo un marketer saprebbe fare e un packaging per servire chi vuole prendere al Piazza qualcosa da mangiare per portarselo fuori. “Zero plastica – va dritto al punto -. Siamo un locale plastic free”. Lo confessiamo, ci stanno simpatici. 

Nico è nato ad Acquapendente, Andrea a Viterbo. Hanno visto pezzi di mondo, hanno lavorato anche fuori e soprattutto hanno una rete di relazioni importanti con barman di livello in Italia e all’estero. Una carta che vogliono giocarsi con convinzione: “Ospiteremo bartender della nazione e no, ogni domenica ne avremo uno e porterà qui la sua musica e la propria storia”. La domenica faranno il brunch, venti euro e mangi quanto vuoi. 

Per adesso Piazza sarà aperta dal mercoledì alla domenica, in estate apertura sette giorni su sette. Perché c’è una città turistica a cui offrire ospitalità. A pieno regime lo staff del Piazza è composto da sei persone, quindi oltre ai due fondatori abbiamo quattro ulteriori posti di lavoro. “C’è fermento, il viterbese vuole ricominciare a vivere il centro storico e gli devi dare un motivo per farlo. Noi ci mettiamo del nostro offrendo un clima. Ci mettiamo un prodotto, una situazione di qualità. Poi abbiamo un sogno: organizzare a Viterbo un cocktail week, significa richiamare migliaia di persone”, ci raccontano con entusiasmo. Piazza avrà anche un focus sulla formazione, con il progetto Canterà da novembre apriranno corsi per barman. 

Il sabato sera è previsto il djset e i cocktail sono imperdibili, anche sul prezzo: uno Spritz a 5 euro. Hanno rispolverato anche il mitico 103, il cocktail inventato da Schenardi, quindi made in Viterbo. Al secondo piano del locale hanno organizzato quello che definiscono “una coccola per il cliente”: vini artigianali (anche etichette convenzionali) e prodotti di qualità come i presidi Slowfood Suisianella e Caciofiore di Trevignano. “Il nostro menù è mobile, seguiamo la stagionalità e la qualità”, ci racconta Andrea. Sognano una zona monumentale del centro storico viva, dinamica, con tante attività a “rimbalzarsi” i clienti, poi ci danno una dritta: nei prossimi mesi, in questa zona, apriranno altre tre attività legate al food. Insomma, i costruttori nel centro storico crescono. Basta uscire di casa per vederli all’opera, basta tornare in Piazza. 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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