

CAPODIMONTE – Inaugurazione dell’apertura al pubblico dei giardini della Rocca Farnese, una giornata storica per il comune affacciato sul lago di Bolsena.
Dal 15 aprile e fino al 30 settembre uno splendido spazio, non visitabile da tantissimi anni, torna a disposizione di chi vorrà visitarlo il sabato e la domenica. Aperture straordinarie sono previste per le giornate di martedì 25 aprile, lunedì primo maggio, venerdì 2 giugno e martedì 15 agosto. L’orario di apertura è dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
All’inaugurazione sono intervenuti diversi rappresentanti delle istituzioni che hanno accolto l’invito del dotto Andrea Angeli, che ha curato l’operazione della riapertura, e del Comune di Capodimonte, che vede in questo attrattore un potenziamento importante della propria offerta turistica.
Nel punto più alto del centro storico di Capodimonte, su uno scoglio vulcanico che affaccia sul lago di Bolsena, sorge il Palazzo Farnese, più comunemente detto “La Rocca”. L’edificio attuale è frutto di un ampliamento voluto dalla Famiglia Farnese e sostituisce ed ingloba la precedente fortezza, a pianta quadrangolare, dei Signori di Bisenzio.
Il disegno dell’attuale Rocca è del XV secolo ed opera di Antonio da Sangallo il Giovane. L’opera dell’architetto fiorentino è variamente attestata nella Tuscia dove numerosi edifici sono attribuiti al maestro al quale è stato intitolato anche il Museo dell’Architettura ospitato nelle sale della Rocca dei Papi di Montefiascone. A Capodimonte realizzò questa villa\fortezza di impianto ottogonale che nei secoli ebbe l’onore di ospitare importanti personalità della chiesa, dell’arte e della politica.
Arrivando in prossimità della costruzione il visitatore viene impressionato dall’accesso all’edificio tramite un ponte a due arcate che evidentemente sostituisce un precedente ponte levatoio che si apriva sulla bella facciata artistica. Il Palazzo è circondato da un giardino, da oggi visitabile, con alberi monumentali, da siepi e aiuole che, con il loro disegno “all’italiana”, offrono dei notevoli punti di osservazione del panorama. Nell’Ottocento furono introdotte le prime piante esotiche come la magnolia, le palme e gli oleandri, che ad oggi costituiscono un importante patrimonio arboreo.
Secondo il Vasari, Sangallo tra il 1513 e il 1515 fu impegnato nel restauro della rocca di Capodimonte intervenendo nell’avancorpo d’ingresso e nel cortile. Un disegno conservato agli (Uffizi, A 35v) con la scritta “ponte levatore chapitumonti” è tracciato su un foglio il cui recto mostra studi che riguardano S. Pietro e che quindi permettono una datazione dopo il 1517 o intorno al 1520-21.

















