
VITERBO – E’ battaglia senza sconti sull’appalto ponte per il servizio rifiuti e igiene urbana deciso dalla giunta guidata dal sindaco Giovanni Arena. Le opposizioni hanno messo nel mirino la decisione. Nel primo pomeriggio una conferenza infuocata ha visto protagonisti i consiglieri di minoranza Giacomo Barelli (Viva Viterbo) e Massimo Erbetti (Movimento Cinque Stelle).
Il tema è di quelli particolarmente delicati. Si è in proroga su una gara scaduta a settembre e anche la proroga è finita (scade il 15 marzo). La soluzione firmata Arena & Co. è quella dell’appalto ponte per un anno. Ma la scelta non convince Viva Viterbo e Cinque Stelle. Parliamo di un bando dal valore di 60 milioni di euro in sei anni. Un affare d’oro.
Barelli ed Erbetti annunciano che vogliono vederci chiaro e che provvederanno a mandare tutti gli atti all’Autorità Anticorruzione, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica. Diverse le questioni sollevate. Innanzitutto la partita delle linee guida, decise dal consiglio in era Michelini e di fatti riviste, per il bando ponte, in giunta. Legittimo?
Quindi il doppio costo per il bando: prima per quello ponte e poi per quello di procedura europea. Il primo già costa circa 500mila euro. Roba da Corte dei Conti?
Infine le perplessità su chi si aggiudicherà il bando ponte. Chi può investire su un servizio così importante assegnato solo per un anno?
Sull’intera vicenda tuonano anche le minoranze di area centrosinistra. Anche per loro con la delibera di giunta che dispone l’appalto ponte sono state disattese le linee guida approvate dal consiglio nel 2018 e si spendono 500mila euro in maniera poco sensata.


















