Animalisti occupano il mattatoio Ilco ad Acquapendente: liberati diversi agnelli. Dopo ore le forze dell'ordine liberano l'impianto e portano via 32 attivisti
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ACQUAPENDENTE - Si tratta di uno dei centri di macellazione di agnelli più grande d'Europa, da qui l'interesse del movimento internazionale.

ACQUAPENDENTE – Gli attivisti del collettivo animalista francese 269 Libération occupano e bloccano per ore il mattatoio Ilco ad Acquapendente. Si tratta di uno dei centri di macellazione di agnelli più grande d’Europa, da qui l’interesse del movimento internazionale. 

Dopo una lunga trattativa senza soluzione le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella struttura, liberando l’impianto. I 32 attivisti all’interno, che hanno fatto resistenza passiva, sono stati caricati di peso su un autobus Cotral. Alcuni di loro sono stati portati in questura e nelle caserme dei carabinieri con l’obiettivo di identificarli. Si tratta in massima parte di cittadini francesi, inglesi e tedeschi. Fuori dai cancelli si era creato un piccolo corteo di animalisti che hanno scandito slogan del tipo “liberate tutti gli animali”. 

Nella notte tra il 15 e il 16 aprile il blitz animalista. Vestiti completamente di nero con teste e volto coperto gli attivisti, una quarantina in tutto, si sono introdotti nella struttura. Alcuni di loro hanno portato via diverse decine di agnelli, in 32 sono rimasti per bloccare l’impianto e dare vita alla protesta. Mentre si trovavano all’interno gli animalisti di 269 Libération hanno iniziato a lanciare appelli via social per stimolare manifestazioni di protesta verso quella che loro chiamano “mattanza” ai cancelli di Ilco. 

Sempre sui social hanno iniziato a raccontare la protesta e a lanciare i propri messaggi contro “la mattanza” degli agnelli con appelli agli onnivori: “Se siete onnivori almeno non mangiate i cuccioli”. Per tutta la notte la struttura è stata occupata, intorno alle 6.30 di questa mattina sono arrivati i carabinieri e gli uomini della Digos. E’ iniziata una lunga trattativa tra forze dell’ordine e manifestanti, che si erano incatenati agli impianti per resistere. 

Alle 11.30 sono arrivati all’Ilco i Vigili del Fuoco, a cui è stato richiesto di troncare le catene degli animalisti così da potere liberare gli impianti. Un lavoro che è durato fino a intorno alle 14. Alle 14.30 tutti i manifestanti hanno lasciato la Ilco e sono stati portati in caserma e questura. 

Gli obiettivi degli animalisti dichiarati sono: “salvare animali dominati, restituendo significato all’espressione “liberazione animale”.
• Colpire il macello infliggendo una perdita economica significativa tramite il blocco dell’attività; comunicare l’urgenza di portare la lotta antispecista nei luoghi strategici dello sfruttamento animale e al fianco degli animali stessi”.

“Gli agnelli liberati sono stati presi in carico dagli attivisti – spiegano -, che forniranno loro le cure necessarie e li accompagneranno in santuari dove potranno vivere una vita libera da ogni forma di sfruttamento. Ogni ora di blocco impatta direttamente sui profitti del gruppo proprietario del macello, che proprio in questo periodo si aspetta uno dei rendimenti economici più alti dell’anno. L’azione non si colloca più nella colpevolizzazione individuale – che porta all’inoffensivo (volantinaggi, manifestazioni…) – ma nella liberazione concreta degli animali oppressi, colpendo le istituzioni responsabili di questa dominazione: i macelli”, scrive la fondatrice Tiphaine Lagarde di 269 Libération Animale.

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