Andate a trovare "Lu Pizzicarolo di Papigno": "Non fate li muffi!"
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'Lu pizzicarolo' vive a Papigno, piccolissimo borgo a un soffio dalle cascate delle Marmore, luogo strafrequentato dai viterbesi.

Le strade di internet sono infinite e in questi giorni ci hanno messo davanti ‘Lu pizzicarolo’ su Instagram. E’ stato naturale fermarsi a guardarlo, nonostante fosse di Terni e non del Viterbese. Ma alla fine parliamo di due territori contigui, che al di là delle fede calcistica storicamente antagonista hanno molto in comune.

‘Lu pizzicarolo’ vive a Papigno, piccolissimo borgo a un soffio dalle cascate delle Marmore, luogo strafrequentato dai viterbesi. Ci ha colpito tanto il personaggio quanto la sua storia, che lui stesso racconta. Era cuoco in Messico, poi ha detto basta a tacos e burrito. E’ tornato nella sua terra d’origine, la sconosciuta Papigno e ha aperto una norcineria.

Ma quello che merita, al di là dei suoi prodotti che promettono molto bene, è la sua comunicazione. Davvero originale e divertente. Consiglio? Andatelo a trovare, “non fate li muffi!”. Lo trovate anche su Facebook.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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