
FREETIME che abbiamo visto in Puglia quest’estate è una sorta di affresco sull’irresponsabilità globale, a tutto campo, che caratterizza la nostra epoca. Lo potremmo definire l’equivalente teatrale di “Don’t Look Up” il film Netflix che ha avuto un successo planetario alla fine dello scorso anno. Ed è stata proprio una comparazione casuale tra queste due opere che ci ha portato a scrivere questo pezzo.
Scritta da Gian Maria Cervo e dai Fratelli Presnyakov (gli sceneggiatori del Premio Oscar Nikita Michalkov), la commedia racconta la condizione di precario che contraddistingue molti lavoratori dei nostri giorni. Insomma, è come se tutti vivessimo in un film di fantascienza, costretti a viaggiare in dimensioni tutte diverse l’una dall’altra e a gestire universi paralleli. In questa commedia spietata, un escort di alto bordo si trasforma all’improvviso in un padre premuroso preoccupato per l’educazione dei marmocchi, uno scienziato sull’orlo di una crisi di nervi durante un sogno innescato da una performance in una galleria d’arte chiede a uno schiavo afro-americano che gli appare di fronte come per magia di far fuori i fratelli Lehman del XIX secolo, per evitare tutta una serie di problemi nelle epoche successive.
E poi c’è la Tesla, l’intelligenza artificiale, la singolarità tecnologica evocata per prendere in giro le scimmie che siamo e le questioni ambientali.
“Nessuno è responsabile” dicono ironicamente in varie lingue gli attori Riccardo Festa, Gregorio de Paola, Chiara Degani, Martina Galletta, Noemi Francesca, Giuseppe Orsillo, Cesare Ceccolongo, Vukan Pejovic, Giorgia Masseroni mentre salutano il pubblico creando con delle bottigliette d’acqua una specie di fontana umana e chiudendo quello che ci è parso un mix ineccepibile tra una graphic novel molto dark e una commedia all’italiana, nella regia di Pierpaolo Sepe.
L’opera di Cervo e dei Presnyakov sta già conoscendo una visibilità internazionale. E’ stata pubblicata nel 2019 da Routledge, la più prestigiosa casa editrice a livello mondiale per le “humanities”, nella raccolta “Collaborative Playwritng” che è stata giudicata da BookAuthority (fonte libraria di CNN e Forbes) il migliore libro di drammaturgia a livello globale per il 2020. E finalmente è in uscita anche in lingua italiana.
Nelle foto: FREETIME al Palazzo dell’Acqua di Bari.


















