Anche la Tuscia ha il suo cardinale ma non voterà al Conclave. Monsignor Fortunato Frezza, scelto da papa Francesco, ha infatti più di 80 anni
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Nato a Montecalvello nel 1942 è l’ultimo sacerdote ordinato dall’ultimo vescovo di Bagnoregio monsignor Luigi Rosa. E’ stato parroco di Ponzano, coadiutore della parrocchia della Madonna della Quercia e parroco di Sipicciano.

ROMA – Il cardinale viterbese Fortunato Frezza non sarà presente al Conclave, che  inizierà il prossimo mercoledì 7 maggio . Avendo già 80 anni al momento dell’annuncio, non ha il diritto di partecipare, né di essere membro dei dicasteri della Curia romana. I cardinali elettori, ovvero coloro che possono votare e partecipare al Conclave, devono avere infatti meno di 80 anni.

A crearlo cardinale era stato Papa Francesco, il 27 agosto del 2022. Una notizia che fu accolta con grande entusiasmo nel Viterbese.

Nato a Montecalvello nel 1942 è l’ultimo sacerdote ordinato dall’ultimo vescovo di Bagnoregio monsignor Luigi Rosa. E’ stato parroco di Ponzano, coadiutore della parrocchia della Madonna della Quercia e parroco di Sipicciano. Esperto di sacra scrittura, è stato vice presidente del Centro studi bonaventuriani di Bagnoregio e si è dedicato a lungo a studi medioevistici tra Lazio e Umbria.

Un ricco curriculum quello di Mons. Fortunato, che dal 1983 è a servizio diretto della Santa Sede nel Sinodo dei Vescovi di cui è stato nominato Sotto-Segretario nel 1997, incarico che ha ricoperto fino al 2014.

Nel 2013 è stato nominato canonico della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e nel 2022 è divenuto Camerlengo del Capitolo di San Pietro in Vaticano sempre per volontà di papa Bergoglio. Dal 2015 è anche Cerimoniere del Gran Magistero dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Le sue pubblicazioni bibliografiche contano al momento 123 titoli in particolare nel campo biblico. Tra i numerosi altri incarichi ha ricoperto anche quello di Assistente Spirituale del Personale nella Direzione di Sanità e Igiene in Vaticano, dell’Associazione dei Medici Cattolici Italiani (AMCI) per la Diocesi di Roma e di Cappellano della Squadra di calcio A.S. Roma.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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