All'Unitus 'Osservare come Darwin'
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VITERBO - Il Sistema Museale d'Ateneo (SMA) si articola in musei e raccolte collegati ai diversi dipartimenti universitari e da sempre promuove la tutela e la valorizzazione delle proprie collezioni storiche, demo-antropologiche, scientifiche e artistiche attraverso la catalogazione, l'esposizione e la divulgazione.

VITERBO – Il ciclo di eventi “Osservare come Darwin. L’osservazione alla base del metodo scientifico e della creazione artistica” continua con un appuntamento dedicato alla scoperta del Sistema Museale d’Ateneo dell’Università degli Studi della Tuscia.

Il Sistema Museale d’Ateneo (SMA) si articola in musei e raccolte collegati ai diversi dipartimenti universitari e da sempre promuove la tutela e la valorizzazione delle proprie collezioni storiche, demo-antropologiche, scientifiche e artistiche attraverso la catalogazione, l’esposizione e la divulgazione.

Domenica 27 febbraio alle ore 11.00, presso il complesso di Santa Maria in Gradi, una visita guidata alle sale espositive permetterà al pubblico di ammirare le collezioni con un focus particolare sul tema dell’evoluzione. Prenderanno parte all’evento la professoressa Laura Zucconi, direttore scientifico del Sistema Museale d’Ateneo, la professoressa Nicla Romano, responsabile della collezione di anatomia comparata del Sistema Museale, e la professoressa Raffaella Menna, responsabile della Rete dei Complessi monumentali.

Il progetto “Osservare come Darwin” è realizzato in collaborazione con il Sistema Musei di Viterbo (MuVi) e con l’Orto Botanico “Angelo Rambelli” di Viterbo. La partecipazione è gratuita. Si richiede il possesso di green pass rafforzato. Per prenotazioni e informazioni è possibile scrivere a comunicazione@archeoares.it o telefonare al numero 389 067 2580 (anche whatsapp).

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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