All’Unione anche saggi di danza: per Delli Iaconi è il tempo di Atcl e proposte del territorio
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La soluzione per Delli Iaconi è una convenzione con l’Atcl e una raccolta delle proposte delle realtà locali. L’assessore alla cultura del Comune di Viterbo Antonio Delli Iaconi conferma i propositi dell’amministrazione comunale con una intervista rilasciata a La Tua Etruria.

Al Teatro dell’Unione anche saggi di danza. La soluzione per Delli Iaconi è una convenzione con l’Atcl e una raccolta delle proposte delle realtà locali. L’assessore alla cultura del Comune di Viterbo Antonio Delli Iaconi conferma i propositi dell’amministrazione comunale con una intervista rilasciata a La Tua Etruria. Secondo l’assessore alla cultura, stimolato dalle domande di Teresa Pierini, la soluzione non è nella gestione diretta del Comune, né nel bando. “Non ci interessa solo la stagione – dice Antonio Delli Iaconi – ma anche iniziative che creino a tutti gli effetti della produzione teatrale. Stanno arrivando qui tante richieste di partecipazione di realtà locali, ad esempio tre scuole di danza che hanno offerto collaborazione con spettacoli e saggi

L’amministrazione intanto ha chiesto all’Atcl quanto costerebbe organizzare una stagione teatrale. Se la risposta e il programma dovesse piacere al Comune, allora partirebbe una convenzione, ma considerando che questa è l’idea dalla quale l’amministrazione si è mossa, è facile pensare che una soluzione venga trovata nell’ambito di questa idea. Ferme restando le cifre: 50mila euro da parte del Comune.

Per il bando c’è tempo. “Se tutto va bene – ancora DellI Iaconi – per il 2018/19 si potrà pensare ad un direttore artistico, con un impegno a gestire il teatro per almeno 3 anni”. Ma sarà la prossima amministrazione a gestirlo, eventualmente. E alla promessa però non crede comunque nessuno, visto che poche settimane fa il Consiglio comunale si era espresso per avere un bando. Invano.

Venerdì intanto è in programma la quarta Commissione consiliare con all’ordine del giorno il futuro del teatro.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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