Teatro Unione-Atcl, Marini: "Michelini non è il re di Viterbo, rispetti il Consiglio"
Giulio-Marini
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L’ipotesi di affidamento del Teatro Unione all’Atcl fa arrabbiare l’opposizione. Per Giulio Marini “Michelini non è il re di Viterbo deve rispettare cosa ha votato il Consiglio comunale”.

L’ipotesi di affidamento del Teatro Unione all’Atcl fa arrabbiare l’opposizione. Per Giulio Marini “Michelini non è il re di Viterbo deve rispettare cosa ha votato il Consiglio comunale”.

L’ex sindaco di Viterbo critica le parole di Leonardo Michelini che avrebbe deciso di non fare il bando pubblico e di assegnare la gestione dell’Unione all’Associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio. “Con l’approvazione del Dup documento unico di programmazione nelle scorse settimane il Consiglio comunale che è sovrano – ha commentato Giulio Marini a Sbottonati – ha indicato la strada del bando. Il sindaco dice di volerlo far gestire dall’Atcl, ma il Michelini non è il re di Viterbo. Tra l’altro va messo a bando per la trasparenza, ma il problema più importante è che la scelta politica del Consiglio è stata quella di fare un bando. Quindi bisogna fare il bando e il problema è politico perché la scelta amministrativa deve essere consequenziale a quella politica. Michelini non è il re, Il re è il Consiglio comunale”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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