All'ex tribunale di Fontana Grande gli uffici comunali ora in via Garbini. 4 milioni e mezzo di euro per riportare "vita" in centro
Frontini - Floris
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"Si tratta di un'iniezione di vita nel centro storico. Ci puntiamo molto perché oltre al personale degli uffici arriveranno anche tutti gli utenti e questo è importante per rivitalizzare il centro storico". Queste le parole della sindaca Frontini.

VITERBO – Vita in centro? Arriverà. Va in questa direzione l’intervento di riqualificazione dell’edificio ex tribunale di Piazza Fontana Grande presso il convento dei Carmelitani scalzi. Quattro milioni e mezzo di euro, buona parte, circa due milioni dai fondi PNRR, per sistemare quattro piani di edificio del Cinquecento più la facciata.

Tutti gli ambienti sono stati messi a norma e abbattute, con tre ascensori, le barriere architettoniche. Nei seminterrati andranno gli archivi e i locali tecnici. Sopra gli uffici che attualmente si trovano in via Garbini e che fanno un lavoro di servizi aperti al pubblico.

In questi giorni la sindaca Chiara Frontini e l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Floris hanno voluto raccontare in un video, affidato ai social, l’intervento in corso e la prospettiva dello stesso. Floris ha raccontato e mostrato l’avanzamento dei lavori. La sindaca ha invece dato la prospettiva dell’opera: “Siamo in un cantiere importante. Sono in corso lavori di ristrutturazione imponenti e di rifacimento della facciata. Qui torneranno buona parte degli uffici aperti al pubblico in via Garbini. Si tratta di un’iniezione di vita nel centro storico. Ci puntiamo molto perché oltre al personale degli uffici arriveranno anche tutti gli utenti e questo è importante per rivitalizzare il centro storico”.

In effetti tra le principali ragioni del declino del centro storico sono rintracciabili alcune innescate proprio da scelte che sono state fatte di portare fuori dalle mura gli uffici di enti pubblici.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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