All'ex Fiera sono arrivati i container: si prepara il ghetto per i rifugiati?
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La notizia dell'arrivo dei migranti in quella zona ha creato già malumore: presto il vice prefetto Grillo parlerà con i consiglieri della 4 Commissione del Comune di Viterbo, ma l'impressione è che l'Ufficio del Governo vada dritto per la sua strada.

Sono arrivati i container all’ex Fiera di Viterbo: lì la Prefettura sta preparando il ghetto per 60 richiedenti asilo. Nel parcheggio dell’ex fiera, utilizzato per fare il circo fino a qualche anno fa sono arrivati i primi container, o “moduli abitativi” secondo il linguaggio politicamente corretto della Prefettura, che costituiranno il ghetto nel quale dovrebbero arrivare i migranti. Sono circa una decina e per il momento sembrano semplicemente ammassati in un angolo. Non c’è nessuna comunicazione ufficiale ma è probabile che siano i container che faranno parte del campo che nascerà per ospitare i migranti.

Un luogo lontano dalla città, dai servizi, lontano dalla vita che non permetterà nessuna integrazione e farà assomigliare l’ospitalità più a una prigionia che a una vera accoglienza. Un luogo che potrà portare a tensioni sia verso chi vive quei luoghi, lavoratori e imprenditori, che soprattutto chi dovrà vivere dietro quella rete arrugginita.

La notizia dell’arrivo dei migranti in quella zona, lanciata da La Fune, ha creato già malumore: presto il vice prefetto Grillo parlerà con i consiglieri della 4 Commissione del Comune di Viterbo, ma l’impressione è che l’Ufficio del Governo vada dritto per la sua strada. A gestire la struttura sarà la Ospita srl, che ha vinto la gara della Prefettura.

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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