Allarme scabbia nella Tuscia, la Asl invia una circolare alle scuole
scabbia
Gli Stati Generali La Fune
Negli ultimi anni, i casi in Italia sono aumentati fino al 750%, con una diffusione più marcata in scuole, RSA e comunità chiuse.

VITERBO – Allarme scabbia nella Tuscia, la Asl ha inviato una circolare alle scuole del territorio per segnalare un incremento significativo dei casi e chiedere maggiore attenzione alla pulizia degli ambienti d’uso comune.

Nessun allarmismo ma un approccio serio e consapevole al problema, questa la richiesta avanzata dall’Azienda Sanitaria Locale. Non si tratta infatti di una malattia pericolosa ma sicuramente fastidiosa e da affrontare in maniera tempestiva con i trattamenti opportuni.

La scabbia è un’infestazione cutanea causata da un acaro microscopico (Sarcoptes scabiei), che provoca prurito intenso e lesioni cutanee; è altamente contagiosa e si trasmette per contatto pelle a pelle, soprattutto in ambienti affollati. Negli ultimi anni, i casi in Italia sono aumentati fino al 750%, con una diffusione più marcata in scuole, RSA e comunità chiuse.

Come riconoscerla: prurito intenso (spesso notturno), papule, vescicole e lesioni da grattamento, cunicoli visibili soprattutto tra le dita, polsi, ascelle e genitali.

Come si trasmette: contatto diretto e prolungato pelle a pelle. In alcuni casi anche attraverso lenzuola, asciugamani o vestiti condivisi.

Come si cura: crema a base di permetrina 5% da applicare su tutto il corpo Ivermectina orale nei casi gravi o resistenti. Lavaggio degli indumenti e trattamento dei conviventi per evitare reinfestazioni.

Quando consultare il medico: in caso di prurito persistente e alla comparsa di sintomi in più membri della famiglia. Oppure quando le lesioni che non migliorano dopo i trattamenti comuni.

La diagnosi è clinica, ma può essere confermata con dermatoscopia o esame al microscopio. Anche dopo la cura, il prurito può durare alcune settimane.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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