Allarme gatti randagi a Vitorchiano, cittadini e residenti chiedono aiuto al sindaco Grassotti
I gatti di Vitorchiano
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Il problema non è nuovo: da almeno due anni i cittadini segnalano la questione all’amministrazione comunale. L’ultimo confronto con il sindaco Ruggero Grassotti risale al 30 aprile, quando in sala consiliare è stata proposta la creazione di un’area-rifugio, con la disponibilità di partecipare alle spese tramite una colletta.

VITORCHIANO – Nel paese c’è una piccola comunità felina che da qualche anno vive nel cuore del paese e che ora ha bisogno urgente di una sistemazione stabile. Parliamo di circa dieci gatti liberi: due o tre più socievoli si aggirano tra piazza Umberto I, mentre la maggior parte staziona in via Aquilanti. Questi mici avrebbero bisogno di un’area attrezzata, con casette per ripararsi da pioggia e freddo e con ciotole fisse per il cibo, così da facilitare il lavoro dei volontari che se ne occupano e che oggi devono usare piattini di carta o plastica da rimuovere ogni volta, per rispettare l’ordinanza comunale che vieta di lasciare alimenti incustoditi.

Una sistemazione dedicata servirebbe anche a tenerli al sicuro dal traffico: solo pochi giorni fa una gattina tigrata è stata investita e uccisa.

Il problema non è nuovo: da almeno due anni i cittadini segnalano la questione all’amministrazione comunale. L’ultimo confronto con il sindaco Ruggero Grassotti risale al 30 aprile, quando in sala consiliare è stata proposta la creazione di un’area-rifugio, con la disponibilità di partecipare alle spese tramite una colletta. “Se si è riusciti a creare aree di sgambamento per i cani -è stato fatto notare – perché non fare lo stesso per i gatti?”.

Purtroppo, dopo più di quattro mesi, non sono arrivate risposte concrete. È una situazione che si ripete: già due anni fa, quando i gestori dell’allora Hot Shot Bar avevano chiesto un contributo per oltre venti sterilizzazioni effettuate con l’aiuto dell’associazione Passione Gatti, il Comune si era limitato a promesse mai realizzate. Tutto ciò che è stato fatto finora, sterilizzazioni comprese, è stato possibile solo grazie alle donazioni di residenti e commercianti.

Ora, con l’autunno in arrivo, la pazienza della comunità è al limite. Gestire i gatti in queste condizioni di precarietà è sempre più difficile sia per chi vive nella zona sia per i gestori dei locali.

Richiamandosi alla legge regionale 34/1997, che tutela i gatti liberi, i cittadini chiedono ufficialmente al Comune di individuare un’area vicina al loro attuale habitat, dove installare casette e punti di alimentazione, creando così una situazione sicura per i felini e più gestibile per i volontari. Le opzioni ci sarebbero: in fondo al parcheggio della Cella, alla fine di via Aquilanti verso il canale o nell’area tra il parcheggio multipiano e il distributore di carburante in piazza Umberto I, i cui lavori sono quasi terminati.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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