Alessandro Michele probabile prossimo direttore creativo di Valentino

ROMA - Michele sarebbe il nome destinato a succedere a Pierpaolo Piccioli, storico creativo di Valentino che ha lasciato pochi giorni fa la casa di moda romana. Alessandro Michele si vede spesso nel Viterbese, in modo particolare a Civita di Bagnoregio, dove ha acquistato anche una casa.
ROMA – Tra i vip che frequentano la Tuscia c’è anche uno dei più interessanti e importanti creativi a livello mondiale. Si tratta di Alessandro Michele, venti anni in Gucci come direttore creativo e ora, secondo voci bene informate, pronto ad andare alla guida di Valentino.
Michele sarebbe il nome destinato a succedere a Pierpaolo Piccioli, storico creativo di Valentino che ha lasciato pochi giorni fa la casa di moda romana. Alessandro Michele si vede spesso nel Viterbese, in modo particolare a Civita di Bagnoregio, dove ha acquistato anche una casa.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















