
Alcoliadi, sui profili social dei viterbesi l’iniziativa (leggi) sta facendo molto discutere. Abbiamo ritenuto interessante pubblicare una lunga lettera che ci ha inviato uno degli organizzatori: Michele Schirripa. Interessante anche perché contiene il punto di vista di un giovane su quello che è il mondo che ci circonda, una realtà dove i ragazzi sono messi all’angolo e spesso ridotti a “ubriaconi” o “fannulloni”. Per qualcuno anche “viziati”. E invece a leggere queste parole emerge una visione profonda della cose.
La lettera di Schirripa
Credo sia arrivato il momento di fare maggiore chiarezza sull’evento chiamato ALCOLIADI del 13 Maggio che si svolgerà in determinati bar aderenti di Viterbo con la partecipazione delle discoteche della città.
Per l’ennesima volta in questo paese ha vinto il qualunquismo, la sciatta abitudine di parlare senza informarsi, di polemizzare per qualche momento di popolarità.
Ma vogliamo andare per gradi.
Definire questo evento come il campionato degli alcolisti è al limite della querela, dato che la verità è che al momento circa 20 bar della città insieme a noi hanno dato vita all’evento per condividere amicizia, spirito di aggregazione ed informazione.
Amicizia e spirito di aggregazione perché questi “alcolisti” altro non sono che delle squadre composte dai bar stessi (con persone maggiorenni e in grado di intendere e di volere) che in segno di “pace” si recheranno ad assaggiare 5 leggeri long drink dai loro concorrenti per una sera. Informazione perché parteciperà all’evento la Croce Rossa Italiana che avrà lo scopo di spiegare e informare circa l’importanza di un guidatore sempre sobrio e potrà informare sugli effetti che ha l’alcol.
Parlando del guidatore sobrio non dimentichiamo che per quella sera sarà parte fondamentale del gioco dato che farà parte del team di ogni bar e riprenderà gli eventi attinenti a questa manifestazione. Sarà il suo punto di vista della serata.
Tutti i filmati saranno raccolti e verrà prodotto un cortometraggio che racconterà le gesta delle varie squadre. Il vincente non sarà quello che avrà bevuto di più o più velocemente ma sarà chi riuscirà a partecipare ai giochi che organizzeranno le varie discoteche coinvolte.
Noi oggi ereditiamo un paese distrutto dalla gran parte della generazione precedente, da una classe politica scellerata, da una nazione che ha dato il voto -quando lo ha dato- nella più totale disinformazione, che ha accaparrato tutto quello che c’era da prendere con pensioni d’oro (non solo per i politici) in cambio del tacito consenso di intere classi lavoratrici, che ha sempre preferito la polemica sterile e il qualunquismo invece di sforzarsi ad informarsi e capire, che ha sempre pensato alle stupidaggini invece di mobilitarsi seriamente.
Allora ci chiediamo quali valori dobbiamo imparare? Che non si deve bere? Che l’emendamento XVIII degli anni ’20 Americani ( Proibizionismo n.b.) è la soluzione? Ecco, noi pensiamo che è proprio risolvere i problemi così che non serva perché storicamente non ha funzionato, pensiamo che mostrare con simpatia quanto un guidatore sobrio possa cambiare la sorte di chi ha alzato un po’ il gomito sia fondamentale, pensiamo che aggregare per una sera bar e discoteche, di norma avversari, in un clima festoso, disteso e informativo sia una grande prova di maturità! E vogliamo sottolineare che le consumazioni sono offerte dai bar, quindi chi vende alcol non sviluppa un guadagno come millantato. Probabilmente ci si è informati molto poco ma ci si sente in grado di poter sentenziare come un magistrato.
Oltretutto una testata on-line della zona ha deciso di pubblicare il fatto adducendo medesimi dubbi e illazioni, colmando l’articolo con moralismo spicciolo e usando una proprietà intellettuale che non può usare.
Precisiamo che i giochi che verranno fatti non prevedono l’uso dell’alcol, ma sono prove fisiche o simpatiche che verranno fatte dopo essere passati nei bar, come quelli che si vedono nei villaggi turistici.
Sappiamo per certo che sarebbe bastato chiedere delucidazioni o addirittura leggere, dando all’italiano la valenza che ha, le informazioni sull’evento, come farebbe un individuo in cuor suo interessato in maniera limpida alla questione. Ma viviamo nel paese in cui per un paio di compiacenze in più, per un quarto d’ora di notorietà rubato alla monotonia, non interessa tanto la pura verità e le reali motivazioni di un fatto quanto la sterile polemica e l’invettiva.
Ad ogni modo invitiamo chiunque volesse prendere parte all’iniziativa il 13 Maggio, in tutti i bar indicati e al Milk, cosicché possa vedere con i suoi occhi la funzionalità di questa serata.
Non dimentichiamo di ringraziare Simone Carletti (la fune) per aver preso il telefono e chiamato il numero che è scritto sull’evento pubblico di Facebook per avere una visione chiara della faccenda.
Non si può raccontare nessuna storia senza avere un punto di vista questo si sa, ma prima di quello ci vorrebbe un po’ di informazione.
Evviva l’informazione. Quella sana.


















