Al Multisala Tevere di Castiglione arriva Riccardo Milani per raccontare la storia del pastore sardo che ha detto no ai milioni delle multinazionali
la vita va così
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Il film è ispirato alla vera storia del pastore Ovidio Marras, che ha impedito la costruzione di un resort di lusso sulla spiaggia di Tuerredda rifiutandosi di vendere un suo terreno.

CASTIGLIONE IN TEVERINA – Riccardo Milani presente al cinema multisala Tevere di Castiglione in Teverina per la proiezione del suo film ‘La vita va così’. L’appuntamento è per questo lunedì 27 ottobre, alle ore 20.

Il film è ispirato alla vera storia del pastore Ovidio Marras, che ha impedito la costruzione di un resort di lusso sulla spiaggia di Tuerredda rifiutandosi di vendere un suo terreno.

Efisio Mulas è un pastore solitario che vive nella costa sud-occidentale della Sardegna. Quando Giacomo, immobiliarista milanese gli presenta un’offerta per acquistare i suoi terreni e costruire un resort di lusso, Efisio rifiuta di accettarla nonostante le insistenze del capo cantiere Mariano. Francesca, figlia di Efisio, non sa decidere se schierarsi con il padre o con Giacomo, mentre la comunità si schiera contro Efisio per via della perdita di posti di lavoro causata dal suo rifiuto.

Dopo che Efisio rifiuta l’ennesima offerta milionaria, la disputa si trasferisce in tribunale dove la giudice Giovanna è chiamata a dirimerla.

Per il ruolo di Efisio Mulas è stato scelto un attore non professionista, Giuseppe Ignazio Loi, pastore ottantaquattrenne originario di Terralba.Per il ruolo della figlia è stata scelta l’attrice Virginia Raffaele che, per l’occasione, ha dovuto imparare il sardo.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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