

VITERBO – Palazzo dei Priori non avrebbe riscosso gli affitti di una parte dei propri locali commerciali tra il 2004 e il 2021. Questa la fotografia scattata dalla Guardia di Finanza.
Tutto è emerso a partire da un’attività info-investigativa posta in essere dai reparti del Provinciale di Viterbo, che aveva rilevato come diverse attività commerciali, operanti presso spazi di proprietà comunale, fossero prive di documentazione attestante il regolare pagamento degli affitti in relazione ai locali commerciali utilizzati.
I Finanzieri appurati i fatti hanno quindi provveduto a inviare un’apposita relazione dalla quale poi è scaturita delega istruttoria della Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per il Lazio, assegnata ai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria.
L’attività istruttoria delegata dalla Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per il Lazio, ha consentito, ai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, di appurare un danno erariale riconducibile a mancati pagamenti dei canoni di locazione per diverse annualità, riferiti a locali commerciali adibiti ad esercizi commerciali di proprietà del Comune di Viterbo.
La suddetta attività ispettiva ha permesso di segnalare all’Autorità Contabile un danno erariale da mancata entrata a partire dall’annualità 2004 per circa 3 milioni di Euro, di cui è risultato azionabile, ai sensi della normativa vigente, solo 1,2 milioni di euro (somma riferita alle annualità 2012-2021), mentre, per la restante parte, o non è più possibile alcuna azione di recupero (essendo anni eccessivamente datati), ovvero il Comune è ancora nella possibilità di effettuare azioni per riscuotere le somme non versate.
“Gli esiti dell’attività investigativa costituiscono, quindi, un’ulteriore testimonianza del costante presidio a tutela della spesa pubblica assicurato dall’attività posta in essere dalla Procura Regionale per il Lazio della Corte dei Conti e dalle Fiamme Gialle di Viterbo, mettendo in luce, altresì, la trasversalità dell’azione ispettiva della Guardia di Finanza che, contando sui propri poteri e sulle peculiari competenze, si dispiega quale vera e propria “polizia della spesa pubblica” a tutela dei bilanci europeo, nazionale e locali”. Così in una nota della Guardia di Finanza di Viterbo.
L’indiscrezioni sull’indagine in corso erano trapelate e furono pubblicate sui giornali già nell’autunno del 2024. Si parlava di un’ipotesi di danno erariale di 400mila euro. In realtà la cifra appurata sarebbe più di sette volte superiore. La notizia sta facendo molto rumore nel capoluogo.

















