AAA destino cercasi, Unitus apre le porte alle matricole in cerca di un percorso universitario
unitus2
Fisioterapy Center 800x120
Da domani, e fino a giovedì, le porte di Viterbo, Civitavecchia e Rieti si spalancano.

UNITUS – Siamo al tempo delle decisioni, quel momento in cui il ragazzo, chiusi i libri del liceo o dell’istituto tecnico, si ritrova improvvisamente solo davanti allo specchio e a un interrogativo che pesa più di un esame di maturità: “E ora?”. È una domanda che non ammette risposte vaghe, perché di mezzo c’è la vita, quella vera, fatta di fatiche, di sogni e, soprattutto, di competenze da costruire.

L’Università della Tuscia, con la sua iniziativa “Visita Unitus”, sembra aver capito che non basta più aprire le aule e aspettare. Bisogna andare incontro a questi giovani, prenderli per mano — senza però viziarli, si badi bene — e mostrare loro la stoffa di cui è fatta la ricerca. Da domani, e fino a giovedì, le porte di Viterbo, Civitavecchia e Rieti si spalancano. Non per un tour turistico, ma per un’immersione. Si vedranno i laboratori, si parlerà con i docenti, si toccherà con mano la differenza tra la teoria che ingiallisce sui manuali e la scienza che si fa.

La Rettrice Tiziana Laureti parla di un “investimento fondamentale”. È una frase che si dice spesso, quasi un rito laico, ma che qui conserva ancora un briciolo di verità. Il mercato del lavoro, quel mostro che divora chi non sa far nulla e premia chi ha la testa ben fatta, non fa sconti. E l’Ateneo viterbese, con la sua offerta che spazia dall’umanesimo alle tecnologie digitali, sembra voler rispondere alla sfida proponendo non solo nozioni, ma un metodo.

Mi si dirà: è il solito orientamento. Può darsi. Ma c’è una sottile, essenziale differenza tra chi si limita a distribuire opuscoli colorati e chi, invece, invita il giovane a guardare dentro le macchine, tra le provette, dentro i meccanismi di una biblioteca. È il tentativo, lodevole e necessario, di trasformare l’Università da un luogo di attesa a un luogo di partenza.

I ragazzi andranno, guarderanno, chiederanno. Alcuni usciranno con le idee più chiare, altri forse più confusi di prima. Ma avranno fatto, per la prima volta, un esercizio di realtà. Ed è proprio questo ciò che l’Università deve fare: smetterla di essere un santuario per pochi eletti e tornare a essere quello che fu per i nostri padri, una palestra dove il talento si misura con la disciplina. Chi volesse saperne di più, vada a guardare sul loro sito. Ma ci vada con la curiosità di chi sa che, in quei laboratori, tra qualche anno, scriverà il proprio destino. O, se non altro, imparerà a cercarlo.

800 Monastero
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
"Io sono qui, in questo paese di sogno, tra questi castagni giganti...", questo uno dei pensieri scritti dall'autore in una lettera da Soriano. Soriano nel Cimino non fu per Pirandello solo un luogo di villeggiatura, ma una dimora spirituale.
Da una storia vera. Vedete voi se ascriverla ai viaggi nel tempo, alla trasposizione multidimensionale, al metaverso o chissà cos’altro. Non sottovaluterei l’intuito di Teresina…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Serve un leader con coraggio, abilità politica e un progetto.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
«Caro Maurizio, ti posso dire una cosa? Chi studia la storia studia il presente».

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
monastero interno
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
lafune
aiac_banner_01
asvis 2
lafune_300 x 600
Teatro San Leonardo
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
Capodimonte 300x300
domenicale post