A Viterbo il 50% dell'acqua immessa in rete va persa in una rete idrica colabrodo

VITERBO - Un vero e proprio spreco di risorse preziose. Nel dettaglio troviamo che vengono immessi in rete all'anno 47 milioni e 244mila metricubi. Mentre viene pagata solo una quantità pari a 23 milioni e 238mila metricubi.
VITERBO – Una rete idrica colabrodo, o qualcosa di molto simile, serve il territorio di Viterbo. I dati analizzati da Istat, all’interno del censimento delle acque per uso civile (aggiornamento 2020), raccontano che oltre il 50% dell’acqua immessa nella rete idrica non viene erogata e quindi si disperde.
Un vero e proprio spreco di risorse preziose. Nel dettaglio troviamo che vengono immessi in rete all’anno 47 milioni e 244mila metricubi. Mentre viene pagata solo una quantità pari a 23 milioni e 238mila metricubi.
Un dato da mettersi le mani nei capelli, roba da fare un vero e proprio shampoo a chi dovrebbe gestire nel modo migliore una risorsa così importante.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















