A piazza Padella "clienti" chiedono la droga al pusher strillando dalla strada
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VITERBO - Nei giorni scorsi abbiamo evidenziato la nascita di una nuova piazza di spaccio nel quartiere di San Pellegrino, essenzialmente nel reticolo di vicoli secondari e nelle piazze più nascoste.

VITERBO – Nei giorni scorsi abbiamo evidenziato la nascita di una nuova piazza di spaccio nel quartiere di San Pellegrino, essenzialmente nel reticolo di vicoli secondari e nelle piazze più nascoste.

Tra queste c’è piazza Padella dove addirittura la droga si chiede al pusher urlando in strada e chiamandolo per nome. Il tutto nella più assoluta impunità. A portare alla luce l’assurda situazione alcuni residenti, esasperati da una situazione davvero terrificante. 

“Qui a piazza Padella la gente arriva e strilla il nome del pusher e chiede la dose”, racconta un residente. Il fenomeno dello spaccio a San Pellegrino, che si registra in pieno giorno e durante gli orari di chiusura dei locali della movida, è presente da tempo. Anche se ultimamente si registra una maggiore attività. Probabilmente l’azione di contrasto allo spaccio e di controllo che le forze dell’ordine stanno portando avanti in maniera energica in altre parti della città stanno spingendo i malintenzionati a riadattarsi in luoghi meno battuti dai controlli. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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