
VITERBO – “Tenerlo o non tenerlo, questo è il problema”. Starebbe parafrasando così i più celebri versi di Shakespeare la sindaca Chiara Frontini. L’enigma che arrovella il primo cervello cittadino è legato alla difficile situazione in cui è finito l’assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi.
Finito nel mirino di diverse inchieste giudiziarie, dopo il pronunciamento dell’Antitrust, ha annunciato le dimissioni da sottosegretario. Dimissioni colte al balzo dal premier Giorgia Meloni che ha replicato dicendo che attende di incontrarlo a Roma per accogliere le dimissioni.
Un botta e risposta a mezzo stampa che dice una cosa chiara: è finita l’esperienza di governo per Sgarbi. Una posizione la sua indebolita anche dal venire meno dell’amico di sempre Silvio Berlusconi.
I riflettori sono puntati su di lui anche a Palazzo dei Priori. Qui il problema non è legato soltanto alle grane giudiziarie ma alla scarsa presenza dell’assessore in giunta e alle sedute di consiglio. Fatto che ha creato, specie negli ultimi mesi, non pochi mal di pancia all’interno della maggioranza.
La decisione è in capo alla sindaca, chiamata per legge a decidere il proprio esecutivo. Ma la questione non è di poco conto. Frontini deve infatti stare attenta a non innescare meccanismi che possano avere ripercussioni sui numeri della maggioranza. E qui i riflettori si spostano sul consigliere di Rinascimento Ugo Poggi. Sarà sgarbiano di ferro? Se fosse defenestrato Sgarbi uscirebbe dalla maggioranza? Cosa chiederebbe per rimanere? E quanti e quali altri appetiti potrebbero scatenarsi dalla poltrona liberata in giunta?
Tutte domande che si innestano nella domanda principale: che fare con Sgarbi?


















