A Palazzo dei Priori esplode il "caso Sgarbi"
Foto Chiara Frontini
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VITERBO - "Tenerlo o non tenerlo, questo è il problema". Starebbe parafrasando così i più celebri versi di Shakespeare la sindaca Chiara Frontini. L'enigma che arrovella il primo cervello cittadino è legato alla difficile situazione in cui è finito l'assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi. 

VITERBO – “Tenerlo o non tenerlo, questo è il problema”. Starebbe parafrasando così i più celebri versi di Shakespeare la sindaca Chiara Frontini. L’enigma che arrovella il primo cervello cittadino è legato alla difficile situazione in cui è finito l’assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi. 

Finito nel mirino di diverse inchieste giudiziarie, dopo il pronunciamento dell’Antitrust, ha annunciato le dimissioni da sottosegretario. Dimissioni colte al balzo dal premier Giorgia Meloni che ha replicato dicendo che attende di incontrarlo a Roma per accogliere le dimissioni. 

Un botta e risposta a mezzo stampa che dice una cosa chiara: è finita l’esperienza di governo per Sgarbi. Una posizione la sua indebolita anche dal venire meno dell’amico di sempre Silvio Berlusconi. 

I riflettori sono puntati su di lui anche a Palazzo dei Priori. Qui il problema non è legato soltanto alle grane giudiziarie ma alla scarsa presenza dell’assessore in giunta e alle sedute di consiglio. Fatto che ha creato, specie negli ultimi mesi, non pochi mal di pancia all’interno della maggioranza. 

La decisione è in capo alla sindaca, chiamata per legge a decidere il proprio esecutivo. Ma la questione non è di poco conto. Frontini deve infatti stare attenta a non innescare meccanismi che possano avere ripercussioni sui numeri della maggioranza. E qui i riflettori si spostano sul consigliere di Rinascimento Ugo Poggi. Sarà sgarbiano di ferro? Se fosse defenestrato Sgarbi uscirebbe dalla maggioranza? Cosa chiederebbe per rimanere? E quanti e quali altri appetiti potrebbero scatenarsi dalla poltrona liberata in giunta?

Tutte domande che si innestano nella domanda principale: che fare con Sgarbi? 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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