
Fuori dalla Piscina comunale perché hanno la pelle nera. La notizia riguarderebbe un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati ospitati nel piccolo centro della Tuscia. A raccontare l’accaduto è stata Ileana Caravello, gestore del Casone di Graffignano. Sul tema è intervenuto anche il Comitato provinciale dell’Arci.
“Li hanno letteralmente cacciati dalla piscina comunale senza un valido motivo – ha spiegato a Tusciaweb (qui) – Avrei potuto capire se avessero fatto qualcosa di male, ma non ne hanno avuto neanche il tempo. Sono semplicemente entrati e usciti perché qualcuno dal pregiudizio facile si lamentava”.
Ileana Caravello ha poi riportato la testimonianza dei cinque ragazzi cacciati. Alcuni bagnanti avrebbero detto che, essendo di colore, avrebbero sporcato l’acqua. Il gestore avrebbe poi sottolineato che sarebbe servita l’iscrizione all’associazione sportiva e di fronte alla disponibilità a pagare la quota avrebbe chiesto di portarli altrove “perché di diversa cultura”.
Sul tema è intervenuta anche Arci Solidarietà Viterbo (qui) che ha chiesto che “il Comune di Graffignano faccia chiarezza su quanto accaduto e prenda provvedimenti sanzionatori nei confronti dei gestori della Piscina Comunale”.


















