"Sanzioni per chi gestisce la piscina". Arci Solidarietà sul gesto di razzismo a Graffignano
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"Riteniamo opportuno che il Comune di Graffignano faccia chiarezza su quanto accaduto e prenda provvedimenti sanzionatori nei confronti dei gestori della Piscina Comunale"

Sanzioni per i gestori della piscina comunale di Graffignano: lo chiede Arci Solidarietà Viterbo. I gestori, stando al racconto di Ileana Caravello, gestore del Casone di Graffignano che ospita richiedenti asilo e rifiugiati, avrebbero impedito l’accesso a un gruppo di persone a causa del colore della pelle.

“Arci Solidarietà intende comunicare la propria solidarietà alle vittime di questo anacronistico trattamento razzista Riteniamo opportuno che il Comune di Graffignano faccia chiarezza su quanto accaduto e prenda provvedimenti sanzionatori nei confronti dei gestori della Piscina Comunale.

Crediamo che un episodio del genere non possa passare nel silenzio generale, specialmente in un momento in cui la propaganda di stampo razzista non solo è ampiamente tollerata, ma purtroppo anche all’ordine del giorno. Non è ammissibile che nel 2015 nel nostro Paese a una persona venga negato l’accesso a un bene pubblico in base al colore della pelle: le Istituzioni non dovrebbero concedere spazio ad atteggiamenti di questo tipo”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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