A Celleno il parco delle ciliegie dove ne mangi quante vuoi


CELLENO - l borgo fantasma, il borgo delle ciliegie, il borgo degli artisti di strada e tanto altro. Fermento vero per un piccolissimo comune del viterbese.
CELLENO – Se c’è un borgo della Tuscia che negli ultimi anni ha saputo sorprendere quello è sicuramente Celleno. Il borgo fantasma, il borgo delle ciliegie, il borgo degli artisti di strada e tanto altro. Fermento vero per un piccolissimo comune del viterbese.
Tra i tanti motivi per cui vale la pena parlarne c’è anche il Red Cherry, il Parco delle Ciliegie. Lì, direttamente dalle piante, puoi cogliere e mangiare quanti frutti rossi ti vanno. “Le nostre piante – ci tengono a raccontare gli ideatori – sono ad altezza di bimbo e anche loro potranno staccare con le loro manine la ciliegia più gustosa”.
L’apertura del parco, per questa stagione, c’è stata domenica 4 giugno.

Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
















