A Belcolle complessa operazione su paziente oncologica 45enne, necessario asportare pancreas milza colon e colecisti
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VITERBO - “La nostra unità operativa – conclude Santoro - è in prima linea nella diagnosi e nella cura dei tumori dell’apparato digerente. Il trend già positivo, relativo ai dati di attività certificati nell’anno appena concluso, si sta infatti consolidando anche nel 2021".

VITERBO – Sarà dimessa nei prossimi giorni da Belcolle una giovane paziente di 45 anni sottoposta a un delicato intervento per la rimozione di una neoplasia allo stomaco che ha richiesto l’asportazione anche del pancreas, della milza, del colon e della colecisti.

L’intervento è stato eseguito nei giorni scorsi dalla équipe dell’unità operativa di Chirurgia oncologica, diretta da Roberto Santoro, dopo un iniziale periodo in cui la donna era stata sottoposta ai necessari cicli di chemioterapia per la preparazione all’intervento.

La paziente sta ora concludendo il periodo di ricovero e il decorso post operatorio e ha manifestato ai medici che la hanno presa in cura in questi mesi difficili, fin dal momento della diagnosi, l’impazienza di tornare quanto prima a casa e il desiderio di riprendere il proprio lavoro nel ristorante di famiglia.

“Gli interventi, come quello a cui è stata sottoposta la signora – commenta il direttore dell’unità di Chirurgia oncologica di Belcolle, Roberto Santoro -, sono molto complessi. A volte richiedono la rimozione di più organi contemporaneamente e delicate ricostruzioni a rischio di complicanze che possono rivelarsi anche fatali. È il nostro lavoro. Lo facciamo con passione, nella speranza di aiutare i pazienti a superare queste grandi difficoltà che la vita presenta. Malgrado le difficoltà legate alla emergenza COVID, il nostro team non ha mai smesso di prendere in carico i cittadini con patologie oncologiche, raggiungendo anche degli ottimi risultati e contribuendo a rafforzare l’immagine dell’ospedale di Belcolle quale centro oncologico di riferimento per l’Alto Lazio”.

Numeri alla mano, in tutto il 2020 sono stati oltre 120 i pazienti trattati presso la Chirurgia oncologica per cancro del colon retto, ponendo l’ospedale viterbese tra i centri con maggiore volume di attività nella regione Lazio.

“La nostra unità operativa – conclude Santoro – è in prima linea nella diagnosi e nella cura dei tumori dell’apparato digerente. Il trend già positivo, relativo ai dati di attività certificati nell’anno appena concluso, si sta infatti consolidando anche nel 2021. Solo nel mese di gennaio, infatti, presso la nostra struttura sono stati operati e dimessi con successo pazienti affetti anche da neoplasie dell’esofago, del pancreas, del fegato e dello stomaco”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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