A Bagnoregio un concerto per l'Ucraina
Foto concerto pro Ucraina Bagnoregio
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BAGNOREGIO - Appuntamento domenica 18 settembra all'Auditorium Taborra.

BAGNOREGIO – Un concerto per l’Ucraina al Taborra di Bagnoregio. A esibirsi, nel pomeriggio (ore 18) di domenica 18 settembre, il soprano Mariella Spadavecchia e la pianista Cristina Morelli. L’evento, a ingresso gratuito, sarà l’occasione per raccogliere fondi a sostegno della popolazione ucraina.

Il recital per voce e pianoforte delle due artiste viterbesi vuol essere una sorta di viaggio musicale, dal Barocco ai giorni nostri, ma anche ‘’Un canto per l’Ucraina’’, dedicato alle popolazioni colpite dalla tragedia della guerra. Il programma si apre con un’aria di George Friederich Haendel, ‘’Lascia ch’io pianga’’, che dà il titolo al concerto, un brano di grande intensità, il cui testo si presta particolarmente a sottolineare la situazione attuale: ‘’Lascia ch’io pianga mia cruda sorte e che sospiri la libertà’’.

Si proseguirà con arie cameristiche ed operistiche, per finire con un messaggio di speranza, racchiuso nel testo dell’ultimo brano, ‘Nella fantasia’, arrangiamento per voce e pianoforte del famosissimo ‘Gabriel’s oboe’, composto da Morricone, colonna sonora del film ‘Mission’. Il testo dell’aria che chiude il concerto suona, infatti, come un messaggio carico di significato. Una speranza a sognare, a immaginare che possa esistere per tutti un mondo nuovo, giusto, pieno d’umanità. Un mondo senza ostilità, senza guerre, in cui tutte le anime possano volare libere.

Una curiosità: tra i brani in programma ci sarà anche ‘’Summertime’’, tratta dall’opera Porgy and Bess di George Gershwin, è un popolare standard jazz che il musicista statunitense cominciò a comporre nel 1933, nell’intento di creare uno spiritual nello stile della musica folk afroamericana del periodo. Il compositore e cantante ucraino-canadese Alexis Kochan ha avanzato l’ipotesi che la melodia possa
essere stata ispirata da una Ninna nanna di origine ucraina, Oi Khodyt Son Kolo Vikon (Un Sogno Passa Davanti alla Finestra), che Gershwin avrebbe ascoltato durante un’esibizione a New York del Coro Nazionale Ucraino Oleksander Koshetz. Si tratta, infatti, di una tipica ninna nanna, in cui il cantante rassicura il bambino sul suo presente e futuro.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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