
VITERBO – Il successo turistico di un territorio non è qualcosa che piove dal cielo, come se fosse la mitica manna di cui si parla nell’Antico Testamento. Dietro alla riuscita di un territorio esiste un lavoro progettato, pianificato, perseverante. Solo così è possibile costruire risultati. Questo valeva nel Giappone di Utagawa Hiroshige (1797-1858) e continua a significare tutto nel 2024.
A Palazzo dei Priori è maturata quindi la decisione di cambiare verso rispetto al passato e abbracciare la tecnica di promozione del brand Viterbo. Per farlo servono professionisti, difficilmente rintracciabili a oggi nelle schiere dei dipendenti dell’ente. Così la strada praticabile è stata individuata dall’amministrazione Frontini nello stanziamento di risorse sufficienti: 500mila euro in tre anni; per dare vita a un brand della città, anche in chiave del sogno di una candidatura della stessa a Capitale Europea della Cultura. Una sorta di missione se non impossibile almeno difficilissima, soprattutto se non si andrà a rivoluzionare pesantemente la mentalità locale e il gretto provincialismo che la imprigionano.
La sindaca ha dato mandato agli uffici del terzo settore di predisporre gli atti per una procedura di gara per l’affidamento di servizi di “digital strategy content creation e digital PR”.
Sarebbe stato meglio cercare una società in grado di realizzare un lavoro sulla brand-identity e di marketing territoriale con tutte le sue declinazioni. L’impostazione specifica sul digital che si sembra volere dare sottende infatti una ridotta comprensione della materia e un’atteggiamento più modaiolo che altro. Ma il bando deve essere scritto e quindi c’è tutto il tempo per fare le giuste riflessioni, in sede tecnica, e non partorire una ricerca già “poco qualificata” in partenza.
Se l’amministrazione non vuole correre il rischio di ottenere ridotti risultati e gettare al vento risorse comunque importanti per un comune come Viterbo deve sforzarsi di fare bene tutto il lavoro preparatorio. Altrimenti sarà l’ennesima occasione sprecata, pagata dai cittadini. E in tema di comunicazione Palazzo dei Priori non l’ha mai azzeccata una dal punto di vista tecnico, lo dimostra il fatto che a oggi la comunicazione del brand Viterbo di fatto non esiste. Riuscirà l’amministrazione Frontini a essere rivoluzionaria o continuerà nel secolo di una tradizione poco gloriosa? Ai post l’ardua sentenza.


















