44 anni fa il terremoto di Tuscania (il video)
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44 anni fa la terrà tremò sotto Tuscania. L'orco andò a rompere la tranquilla vita di un intero paese, sconvolgendolo.

6  febbraio 1971, ore 19.12. La terra trema sotto al centro storico di Tuscania. E’ l’orco, che con il suo boato coglie di sorpresa gli abitanti. Salta l’energia elettrica ed è notte fonda, una notte di paura e disperazione. L’Istituto Nazionale di Geofisica quantifica quel boato al grado sei della scala Mercalli. Alle 21.20 un’altra scossa. Viene giù la basilica di San Pietro e quella di Santa Maria Maggiore.

Il bilancio della catastrofe è stato di trentuno morti ed un centinaio i feriti, alcuni trasferiti negli ospedali della provincia, oltre a 5.000 senzatetto. Il paese rimase privo dei servizi pubblici essenziali, come corrente elettrica, acqua e telefono.

Subito iniziano ad arrivare i primi soccorsi e le ambulanze che arrivano vuote e tornano piene all’ospedale di Viterbo. 60 le persone ricoverate nella notte, ma c’è chi è ancora sotto le macerie della propria casa. Tuscania e il dramma che l’avevano colpita suscitarono un moto di solidarietà in tutta la Tuscia. Furono tanti gli studenti e i volontari che andarono a scavare tra le macerie, a cercare di dare una mano nella tendopoli che venne allestita.

Guarda il video di quelle ore drammatiche

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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