400 Parole: Luglio
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Strano mese luglio… sarà il caldo, ma vi sono sempre accadute cose importanti. Qui la fantascienza classica e gli strani personaggi dotati di poteri imprevedibili si incrociano in tutta la loro paradossale provocazione. Ma poi, il nostro eroe, è tornato a casa sua? Chissà…

Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.

Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.

Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.


400 PAROLE – John Bennett Chevalier era un azzimato signore di mezza età, nato e residente a New Orleans, che si sentiva un vero patriota; ma allo stesso tempo era profondamente legato alle origini francesi della sua famiglia. Così, il 4 luglio festeggiava l’Independence Day godendosi i fuochi d’artificio sulla baia e infilandosi nel French Market alla ricerca di qualche ninnolo d’epoca da disporre sul camino del salotto.

Dopo pochi giorni, prendeva il solito volo notturno per Parigi e il 14 Luglio si godeva la parata militare in onore delle Festa Nazionale di Francia ai Champs-Elysées. Luglio, per John, era proprio un mese fantastico. Un giorno, tuttavia, accadde qualcosa di strano. Era la mattina del 18 luglio, un giorno particolarmente afoso; se ne stava alla finestra a rimirare il traffico lungo il viale sottostante, quando fu preso da un
indicibile desiderio di gettarsi di sotto. Non lo fece, ma ne rimase impressionato: era come se gli venisse voglia di volare, ma non di volare giù, tutt’altro; sentiva il desiderio di volare in alto, più in alto fin dove il cielo diventava nero e davanti a lui si profilava la Luna, sempre più grande mentre le si avvicinava.

Quella sera stessa, John Bennet Chevalier saltò su un aereo per la Florida e qualche ora più tardi si presentò ai cancelli di Cape Canaveral, chiedendo un passaggio per la Luna. Ai funzionari interdetti spiegò che doveva festeggiare sul posto l’allunaggio dell’Apollo XI, il 20 luglio.
E quando quelli sorridendo sotto i baffi gli chiesero perché mai dovesse farlo, rispose a schiena dritta: “Perché ho origini seleniti, oltre che americane e francesi, quindi devo festeggiare l’evento come faccio già il 4 luglio e il 14 luglio”. Fu bonariamente accompagnato fuori; ma lui non rinunciò. Entrò nel vicino museo dei voli spaziali, si impossessò di una tuta e di uno scafandro, li indossò con grande perizia e prima che gli inservienti lo bloccassero, si involò nel cielo, direzione Mare della Tranquillità, Luna.

Mentre volava veloce, ripensò a perché fino a quel momento non avesse festeggiato anche l’allunaggio. Nel vecchio catalogo dei cittadini di New Orleans acquistato quell’anno al French Market aveva rinvenuto notizie di una sua bisnonna, Selene Armstrong, che aveva sempre sostenuto di provenire dalla Luna e per questo aveva finito i suoi giorni in manicomio. Povera Nonna Selene, era tutto vero! E aveva trasmesso al bisnipote le sue capacità di volare, proprie dei seleniti…

 

 

Strano mese luglio… sarà il caldo, ma vi sono sempre accadute cose importanti. Qui la fantascienza classica e gli strani personaggi dotati di poteri imprevedibili si incrociano in tutta la loro paradossale provocazione. Ma poi, il nostro eroe, è tornato a casa sua? Chissà…

400 parole
Luglio 2022

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Da una storia vera. Vedete voi se ascriverla ai viaggi nel tempo, alla trasposizione multidimensionale, al metaverso o chissà cos’altro. Non sottovaluterei l’intuito di Teresina…
Serve un leader con coraggio, abilità politica e un progetto.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
"Io sono qui, in questo paese di sogno, tra questi castagni giganti...", questo uno dei pensieri scritti dall'autore in una lettera da Soriano. Soriano nel Cimino non fu per Pirandello solo un luogo di villeggiatura, ma una dimora spirituale.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
«Caro Maurizio, ti posso dire una cosa? Chi studia la storia studia il presente».

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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