
Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.
Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.
Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.
400 PAROLE – 12 febbraio 2023, ore 9.02. Ho preso il bigliettino della prenotazione e attendo il mio turno. In questo laboratorio di analisi cliniche si fanno anche visite mediche specialistiche, risonanza magnetica, interventi di fisioterapia, insomma c’è un bel via vai. Il mio bigliettino, che riguarda un routinario esame ematologico, riporta la sigla A027; vedo dal monitor che si stanno susseguendo le chiamate per le N, che attengono alle visite mediche.
Sono trascorsi quindici minuti, è comparsa la sigla A024. Tra non molto toccherà a me.
Ora è passata mezz’ora; è arrivata la sigla A026, quasi confusa con una interminabile successione di N e qualche P, le risonanze. Attendo speranzoso.
E’ trascorsa un’ora e mezza. Sono un po’ perplesso; mi avvicino a uno sportello, la signora dall’altra parte sembra libera. Chiedo quando verrà il mio turno. Mi dice: “Abbia pazienza, non si preoccupi, ora la chiamiamo”. Attendo rinfrancato.
Sono trascorse sei ore; superato dalle N e dalle P, anche quel A026 è scomparso dal monitor. Da un pezzo. Non posso mangiare neppure un panino. Devo farmi prendere il sangue a digiuno.
E’ il 10 aprile 2023. Sono ancora in attesa. In questi giorni ho mangiato e dormito nella hall del laboratorio. Gli impiegati quando passano mi riconoscono e mi salutano. Uno ieri mi ha assicurato: “Vedrà, oggi chiamiamo l’A027”. Ho annuito sorridendo.
E’ il 22 settembre 2038. La signora allo sportello, quella del primo giorno, non c’è più, è andata in pensione. Chiedo alla signorina che la sostituisce quando mi tocca. Mi dice: “Abbia pazienza, non si preoccupi, ora la chiamiamo”.
7 luglio 2051; fa caldo, nonostante l’impianto di climatizzazione sia al massimo. Seguo con lo sguardo i lavori di ammodernamento del Laboratorio. Chiedo ad un impiegato, uno nuovo, mai visto prima : “Quando arriva il turno di A027 ?”
Quello mi guarda aggrottando lo sguardo, poi borbotta: “Non ci sono le A… che deve fare? ”. “L’esame del sangue… aspetto da un po’…”
Lui mi squadra perplesso: “Esame del sangue? E perché sta qui? Questa è una banca… guardi c’è un laboratorio qui vicino… vada lì…”
Esco in strada, e arranco – eh, l’età si fa un po’sentire – fino al Laboratorio Analisi, che si trova proprio di fronte. Sono le 9.02. All’entrata vedo il distributore dei bigliettini per le prenotazioni. Ne prendo uno, per l’analisi di ematologia. C’è scritto A027.
Attese. Chi non ha aspettato il suo turno, con la sensazione che non arrivasse mai? Beh, c’è chi sta peggio…
391 parole
Febbraio 2023




















