

Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.
Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.
Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.
400 PAROLE – Sono tornato nella casa dei miei nonni. Non è cambiata molto, all’ultimo piano di una costruzione vecchia, o antica come sostenevano loro, affacciata su una piazzetta secondaria del centro storico. L’intonaco è scrostato, in certi punti quasi divelto a picconate. Gli infissi delle finestre sono in cattivo stato, cadenti e, mentre li osservo, noto che quelle finestre me le ricordavo un po’ più ampie, quando mi affacciavo per rimirare la fontana che troneggiava al centro della piazzetta sottostante. Ma i miei sono i ricordi di quando avevo cinque anni, e tutto sembrava più grande.
Così vuota, stento a ricordare le stanze, il salotto con la cristalliera a cui mia nonna teneva molto, la cucina dove andavo in cerca di certi biscotti gelosamente custoditi chissà dove, la camera da letto dei nonni che sembrava il tempio del raso e del velluto. Ricordo vagamente di avervi visto il nonno, sul letto, steso e immobile, circondato di fiori, e il lamento di qualcuno seduto accanto a lui. Il ricordo è vago, perché mia madre mi tirò via prima che mi rendessi conto di cosa stava succedendo: “il nonno adesso farà un lunghissimo sonno” mi spiegò a mezza bocca “meglio non disturbarlo”.
L’immobiliarista mi guarda di sottecchi.
– Le piace, l’appartamento? – chiede premuroso.
-Sì, molto caratteristico – rispondo girando lo sguardo d’intorno – ma credo che non lo acquisterò-
-Il prezzo è molto competitivo- insiste quello.
– Non c’è dubbio – rispondo schiarendomi la gola – ma c’é qualcosa che non mi convince… c’è un’atmosfera pesante, qui dentro…ed è tutto fatiscente…-
– Beh, sa, non è abitata da tanti anni, da quando il nipote del proprietario d’allora fece a pezzi tutto il mobilio, e tentò di distruggere la casa… –
– Ah…-
– Diceva che stava cercando certi biscotti… buoni da far resuscitare i morti –
– Dovevano essere buonissimi.. – provo a sorridere.
L’immobiliarista si stringe nelle spalle:
-Lui intendeva veramente… – poi con un risolino forzato aggiunge: – Comunque deve averli trovati, perché poi se ne è andato via, spiegando di dover raggiungere il nonno al cimitero… boh…-
°°°°
Sono sceso in strada.
-Nonno, lasciamo stare. La casa è a pezzi… non vale la pena che la riprendi… e poi, tu da solo… una mezza fregatura quei biscotti…visto che la nonna ha voluto essere cremata…-
-Oppure non lo è stata… – sussurra il nonno scuotendo la testa e sbirciando le finestre lassù in alto.
Ci sono storie che sfiorano, con il paradossale, anche i più profondi e intimi sogni della gente. Così, anche certi modi di dire possono essere interpretati alla lettera e diventano la chiave con la quale aprire le porte della fantasia, della speranza, di un assurdo che diventa improvvisamente un modo diverso di rappresentarsi la realtà.
Luglio 2022
397 parole



















