33esimo vertice antimafia della Fondazione Caponnetto, presente anche il viterbese Taglia
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FIRENZE - E' stato una grandissima occasione potere interloquire e condividere il pensiero con illustri e autorevoli magistrati, nel ricordo del grande giudice antimafia Antonino Caponnetto". Queste le parole di Claudio Taglia.

FIRENZE – Trentatreesimo vertice antimafia della Fondazione Caponnetto, presente a Firenze anche il viterbese Claudio Taglia. 

“E’ stato un onore partecipare a un importantissimo convegno sulla mafia. Ringrazio il presidente della Fondazione Caponnetto Salvatore Calleri per avermi invitato. E’ stato una grandissima occasione potere interloquire e condividere il pensiero con illustri e autorevoli magistrati, nel ricordo del grande giudice antimafia Antonino Caponnetto”. Queste le parole di Claudio Taglia.

L’evento, dedicato alla moglie del giudice Antonino Caponnetto, la signora Elisabetta, scomparsa nel luglio scorso, si è aperto con il summit organizzato dai Tulipani Rossi ‘Verso gli Stati Uniti d’Europa’, per poi proseguire con il Vertice Antimafia sul tema “Cosa serve alla lotta alla mafia”.

Tra i partecipanti il presidente della Fondazione Caponnetto Salvatore Calleri, l’onorevole Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Giuseppe Antoci (presidente onorario della Fondazione), Emanuela Somalvico, membro permanente della Commissione permanente per la legalità, l’anticorruzione e la compliance dell’Osservatorio Nazionale per la tutela del mare, Giuseppe Lumia (già presidente della Commissione Antimafia), il maggiore Michele Maselli (comandante del Nucleo Informativo dei Carabinieri), il colonnello della Guardia di Finanza Claudio Bellumori, il commissario capo Vanessa Pellegrino Monti della Polizia di Stato e molti altri. 

Nel corso dei vari interventi si è sottolineata la straordinaria importanza giocata dal pool del giudice Antonino Caponnetto nella lotta alle organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Tra i moltissimi temi trattati nel corso della giornata la difesa delle norme antimafia, la lotta alla cosiddetta mafia moderna, lo studio di nuovi modelli interclan, la questione dei rifiuti, l’importanza dei beni confiscati e l’utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle mafie.

Il Presidente Calleri con il Presidente Onorario Giuseppe Antoci

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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