27 gennaio, "se il nazista è un uomo"
Olocausto-982x540
800 Monastero
EDITORIALE - Sei milioni di persone uccise nei campi di concentramento. Il discrimine l'essere di religione ebraica. Un fatto strumentale per canalizzare l'odio delle masse, mettere sul tavolo un nemico e svuotare di senso lo stato, la politica, l'uomo. 

EDITORIALE – Sei milioni di persone uccise nei campi di concentramento. Il discrimine l’essere di religione ebraica. Un fatto strumentale per canalizzare l’odio delle masse, mettere sul tavolo un nemico e svuotare di senso lo stato, la politica, l’uomo. 

Uno schema di potere, un laboratorio di una forma particolare di tirannia che i politologi e gli storici hanno etichettato come totalitarismo. La variante nazista fu ferocissima ma non l’unica. Fu incasellata negli anni trenta e quaranta del secolo scorso ma questo non dà alcuna garanzia sul non ritorno. 

Quanto accaduto, a distanza di più di settanta anni, fa male. Non fa male solo a chi ha subito ma a tutti gli uomini e le donne che credono nella dignità e della sacralità della persona. Ascoltare le storie dei sopravvissuti raschia l’anima. In queste ore ho ascoltato il racconto di Sami Modiano, uno dei più significativi testimoni di quanto accadde a Birkenau (il cosiddetto Auschwitz 2). Non sono stato in quel campo ma, in questi giorni, mi sono fatto raccontare da amici che ci sono andati. 

Voglio andarci, portarci mia figlia. Voglio piangere ad Auschwitz Birkenau. Piangere per l’uomo. Non solo per gli ebrei. A loro vanno le mie lacrime più vere, di condivisione del dolore. Pensare a quei numeri tatuati, a quelle montagne di occhiali, di capelli tagliati, di scarpe. A quelle camere a gas e a tutto quello che lì gli è accaduto fa male ancora oggi. Farà male sempre.

Ma ad Auschwitz Birkenau non si può piangere una sola volta. Bisogna piangere due volte. Una per il popolo ebraico. L’altra per i nazisti. Lacrime di orrore, mostruose. Lacrime di un dolore profondo per quanto hanno fatto e di paura per quello che l’uomo è capace di fare. 

Il nazismo come una sorta di stregoneria, in mano a un diavolo tutto tecnica manipolatoria e delirio. Bisogna piangere dei nazisti, proiezione orribile dell’uomo. Mostri. Capaci di levare il sonno ancora oggi, non per la pericolosità ma perché testimoni di quale basso livello si può raggiungere. Il nazismo fa paura perché non lo capisci. Ti chiedi, quando sei lucido, come sia stato possibile. Il trucco però è semplice e quindi pericoloso: un nemico per compattare, un capo per raccontarsi che tutto può risolvere, qualcuno da perseguitare e a cui togliere case, mobili, oro. 

Il 27 gennaio è il giorno della memoria, del ricordo. Attenti alla retorica però perché si ricorda poco senza un tentativo di comprensione. E oggi è giusto sì rendere omaggio alle persone morte nei campi ma è ancora più necessario guardare a chi era il nazista e chiedersi “se questo è un uomo”. Ribaltando la logica del grande Primo Levi e rendendogli forse così ancora più omaggio. 

aiac_banner_02
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
Masicar300x300-optimize
POST FB 01
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
Onda
domenicale post
aiac_banner_01
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno