
VITERBO – “In base al principio di trasparenza che contraddistingue Viterbo2020, in campagna elettorale prendemmo l’impegno di far sapere al cittadino dove sarebbe finito il proprio denaro.
Nello specifico saltano agli occhi gli sprechi della politica e le spese dovute a una mala gestione della cosa pubblica. Quando dichiarammo di voler disertare il classico buffet del 3 settembre a Palazzo dei Priori, ci fu risposto che quest’anno l’amministrazione era andata a risparmio e limitato le spese ai soli servizi indispensabili.
Ora vogliamo fare un po’ di chiarezza e un po’ di conti: cosa si intende per indispensabili?
Secondo voi, perché, come recita al numero 13 la determina 2013/3760, la spesa per la merenda delle bande e dei ragazzi che hanno faticato per ore è stata di 875 euro mentre il servizio di catering, che a detta dell’amministrazione comunale doveva essere ristretto, è stato pagato 6mila e 600 euro?
La nostra coerenza ha fatto sì che Viterbo2020, nella persona del nostro consigliere Chiara Frontini e dei suoi eventuali ospiti, disertasse i festeggiamenti nei palazzi del potere. E alla luce di queste spese siamo ancora più convinti di avere fatto la cosa giusta. Perché la festa di Santa Rosa non è l’occasione per una passerella o un momento da vivere con sfarzo, ma di unione con tutta la comunità viterbese”.
Quello che abbiamo riportato in apertura di questo pezzo non è altro che lo stralcio di un comunicato stampa firmato Viterbo2020 e datato 2013. Eravamo nell’era Michelini. Notizia di queste ore, che ha fatto saltare dalla sedia diversi in città, è che nell’anno di grazia 2024 la cena di Santa Rosa “nel palazzo del potere” (definizione che ci piace poco ma che riprendiamo dal comunicato di allora) è costata 18.095 euro.
Non è una questione di cifre perché il Comune potrebbe spendere anche 50mila euro per la cena nella notte più significativa dell’anno ma, essendo soldi pubblici, sarebbe giustificato solo all’interno di una strategia vera di promozione del territorio e del Trasporto della Macchina. Chiaramente l’amministrazione Frontini è scivolata su una buccia di banana che ha auto-posizionato lungo il proprio cammino. Anche perché diventa difficile da fare capire un cambio così radicale di atteggiamento: nel 2013 6mila euro circa erano uno spreco e poi oggi viene speso tre volte tanto.
Ma visto che il populismo non c’è mai piaciuto (né ieri né oggi) non siamo a scrivere per moralizzare su una cifra comunque esigua come 18mila euro . Piuttosto ci domandiamo a che pro siano stati spesi questi soldi. Chi è stato ospite a Palazzo dei Priori da giustificare una spesa pari al triplo di quella considerata un abominio dal movimento Viterbo2020 (che oggi governa) nel 2013?
Ci sarebbe piaciuto tracciare uno storico dei costi delle cene di Santa Rosa a Palazzo dei Priori negli ultimi 20 anni ma non siamo riusciti a ricostruire il quadro. Sappiamo che nel 2023 furono spesi 16mila euro e nel 2022 la metà esatta. Poi l’altro dato recuperato è questo di 6.600 euro. Sappiamo anche che in passato ci sono state annate d’oro sul fronte delle spese ma che c’era il supporto di sponsor privati.
Il problema non è la cifra (anche perché bisognerebbe vedere anche le spese di Provincia e Prefettura, anche quelle a carico del contribuente sempre per l’ospitalità di Santa Rosa) ma la funzionalità di quella spesa. Forse è il caso di introdurre una migliore selezione, lasciare a casa o in strada qualche amico di troppo e immaginare nuove formule per il futuro: uno stretto numero di vip e personalità vere ospiti del Comune e un numero di posti a pagamento (cena + vista di pregio sulla Macchina) per chi vuole sostenere il costo. Un modo per essere davvero democratici (quantomeno liberali) e per non fare ricadere sulle tasse dei cittadini l’ospitalità di persone di dubbia utilità per la promozione della festa.
Le cadute possono fare bene, se si ha l’intelligenza di correggersi. Alla sindaca Chiara Frontini auguriamo di averla.


















