
EDITORIALE – Questo fine settimana, per la precisione venerdì pomeriggio, alla biblioteca si è consumata una sorta di consacrazione. Proprio mentre a pochi chilometri (forse un paio) di distanza apriva i battenti la scuola politica di Forza Italia a Viale Trento in tanti sono andati per ascoltare Paolo Mieli ed Ernesto Galli Della Loggia.
Ci dicono che quello che abbiamo scritto noi, Il Giornale dei Viterbesi, sui fatti della Salus abbia fatto parecchio rumore. Alla fine siamo fermamente convinti del senso di quello che era solito dire un nostro amico: “esistono due tipi di giornalisti: quelli che vanno alle conferenze stampa e quelli che le capiscono”. Venerdì vi abbiamo raccontato “roba” forte. Dice che qualcuno sia trasecolato. Altri hanno sbiancato. Ulteriori altri hanno sorriso, senza farsi vedere troppo.
Ma la notizia vera non è detto che sia stata quella andata in scena alle Salus. Potrebbe anche essere che nell’ordine ce ne sia un’altra. Lì a Viale Trento, tra la gente, è apparso con alla sua destra Paolo Mieli e alla sua sinistra Galli Della Loggia tale Paolo Pelliccia. E il clima era straordinario. Dal pubblico si sarebbero levate diverse voci: “Pelliccia sindaco!”. Quando chi era lì per noi ci ha mandato il messaggio per dircelo l’abbiamo annotato sull’agendina. Poi abbiamo visto le foto. Andare nei posti certo è bello ma capire cosa nei posti accade in realtà è un altro mestiere.
Certo che il lavoro che sta facendo il gruppo della Biblioteca è interessante. Decine di eventi da anni, che hanno costruito un popolo. Una community, come le chiamano oggi. Interessante. Alla Salus per tre giorni si fa una scuola di politica. Alla Biblioteca da una decina d’anni si costruisce una comunità. Chissà quale delle due esperienze è più pesante?
Un amico ci ha chiamato, dopo il meeting dei forzisti. Lui c’è stato. Ha sorriso a tutti, si è fatto anche fotografare. Ha osservato tanto, preso qualche appunto, notato strette di mano e occhi strizzati. Ci ha mandato qualche foto, su Whatsapp: “Oh guardali, guarda le prime file. Lì non c’è più un voto”. Gli diciamo che si sbaglia, però ci scappa da ridere a entrambi. Ci viene in mente Habermas quando afferma che la società civile supera sempre la politica. Ci domandiamo cosa possa accadere quando quindi la società civile entri in politica. Finisce sempre in un modo, almeno per un certo tempo. Almeno fino a quando la società civile entrata in politica riesce a rimanere società senza alienarsi in politica. Sarà un anno impegnativo.





















