Buona Pasqua, siate l’uovo di voi stessi
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EDITORIALE - Non è questione di cercare ricompense ultraterrene ma di intelligenza. O la ricerchi e la metti in uso e avrai maggiore possibilità di essere felice oppure rischi di venire sopraffatto dai demoni che la cultura comune tende ad alimentare con le proprie autoreferenziali visioni del mondo, della vita, del lavoro, degli affari, degli affetti.

EDITORIALE – La Pasqua. Non un semplice momento dell’anno ma un passaggio che dovrebbe servire a fornirci una prospettiva sulle nostre vite. Una Pasqua di 24 ore non serve a nessuno. Bene il consumo di colombe e uova di cioccolata, nell’augurio che in molti abbiano acquistato dai pasticceri del territorio, ma la speranza è di andare un passo oltre.

Il limes che il Cristo passa ci chiama a riflettere. Non serve essere cristiani, il senso di questo momento dell’anno è patrimonio di tutti. Perché prima di essere formidabile per chi crede lo è anche per chi più normalmente pensa. Morire per rinascere. Ne abbiamo bisogno. Non tanto per una vita dopo la morte ma certamente per il vissuto di tutti i giorni. Il confine, in questo caso, diventa nel quotidiano quello tra inferno e paradiso.

Non serve infatti attendere di trapassare per avere a che fare con i demoni. Sono dentro noi e ci spingono a essere persone piccole. Demoni del risparmio, demoni dell’essere attaccati ai soldi e alle cose materiali, demoni dell’invidia e della gelosia dell’altro.

Un inferno ben popolato che ogni giorno rischia di rubarci tempo in cose che diventando consapevoli ci apparirebbero senza senso. Proprio quello che non ha senso nelle nostre vite dovremmo portarlo in pasto alla morte e rinascere nuovi, liberi. Questa sarebbe una grande Pasqua. Con i sorrisi veri e non quelli di circostanza.

Non è questione di cercare ricompense ultraterrene ma di intelligenza. O la ricerchi e la metti in uso e avrai maggiore possibilità di essere felice oppure rischi di venire sopraffatto dai demoni che la cultura comune tende ad alimentare con le proprie autoreferenziali visioni del mondo, della vita, del lavoro, degli affari, degli affetti.

Buona Pasqua a tutti i lettori de La Fune. Siate l’uovo di voi stessi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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