Ecco il catalogo dei dipinti custoditi nel Museo della città di Acquapendente
cover I dipinti del Museo
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ACQUAPENDENTE - Edito da Antiquares nel dicembre 2021, è inserito nella collana Exhibits (dimensioni: 23x1x23cm; codice Isbn 13: 979-1280731098). Il catalogo è acquistabile, nei principali store online e presso il bookshop del museo, presso la sede principale di Palazzo Vescovile e all’infopoint nella Torre Julia de’ Jacopo.

ACQUAPENDENTE – Il Museo della città di Acquapendente ha un suo catalogo generale dei dipinti del museo medesimo.

Il volume, a cura di Andrea Alessi e Luisa Caporossi, è il primo catalogo completo sui dipinti che compongono la ricca pinacoteca del Museo della Città di Acquapendente, dove sono conservate opere d’arte di grande pregio provenienti dalla Diocesi, dalla Asl e dalle collezioni agostiniane e francescane.

Frutto di una lunga indagine condotta tra le carte d’archivio, ricostruisce le origini della collezione, con particolare riguardo ai principali capolavori, tra cui figurano tele di Francesco Nasini e tavole di Girolamo di Benvenuto del Guasta, Maestro di Marradi e Sano di Pietro, sulle quali fornisce strumenti di studio di grande rilevanza. Numerose le notizie sulla storia della raccolta, con provenienze, attribuzioni e spostamenti attraverso i secoli, senza tralasciare i più importanti restauri.

Completa il volume una ricca appendice documentaria sostanzialmente inedita (a cura di Danila Dottarelli e Monica Ceccariglia), e un apparato iconografico realizzato per l’occasione. Il volume vanta le presentazioni del soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale Margherita Eichberg e del Sindaco Alessandra Terrosi.

Edito da Antiquares nel dicembre 2021, è inserito nella collana Exhibits (dimensioni: 23x1x23cm; codice Isbn 13: 979-1280731098). Il catalogo è acquistabile, nei principali store online e presso il bookshop del museo, presso la sede principale di Palazzo Vescovile e all’infopoint nella Torre Julia de’ Jacopo.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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