Qualità della Vita, Vannini: “Stiamo peggiorando e Viterbo è sotto la media nazionale da 10 anni”

Qualità della Vita, Vannini: “Stiamo peggiorando e Viterbo è sotto la media nazionale da 10 anni”

"Esiste una contraddizione evidente tra quanto la statistica ci mostra e quanto la politica ci racconta. Meditate, gente, meditate e... votate".

ADimensione Font+- Stampa

di Andrea Vannini

Qualità della vita e Tuscia, tante chiacchiere sul dato 2017, Viterbo guadagna 2 posizioni… accidenti! Restiamo comunque sotto la media nazionale oramai da 10 anni. Parlare del dato annuale, come già sottolineato da Francesco Mattioli, ha poco senso. Guardiamo il dato decennale (Figura 1), la media 2008-2017 è 70 (69,7) con una oscillazione di 3,5 (3,67) posizioni (+/-). Significa che praticamente non ci siamo mossi negli ultimi 10 anni dalla 70ma posizione e da quello che il quotidiano ItaliaOggi chiama il terzo gruppo, cioè i territori dove si vive male. Per avere un valore da secondo gruppo dobbiamo andare indietro al 2006 quando la Tuscia si attestava alla 49ma posizione. In particolare le colonne in rosso corrispondono agli anni successivi alle amministrative del 2013.

[i dati analizzati sono quelli de Il Sole 24 Ore, ndr]

 

qualità della vita Viterbo

Ma proviamo a divertirci con numeri e un poco di statistica per vedere la tendenza. Se interpoliamo i dati degli ultimi dieci anni (2008-2017) con una retta vedremo che la pendenza della retta è ‘in salita’, cioè tendenzialmente la qualità della vita nell’ultimo decennio sta peggiorando (Figura 2a). Stesso risultato si ottiene se interpoliamo i dati dal 2013 al 2017 (gestione Michelini di Viterbo per intenderci) (Figura 2b).

qualità della vita Viterbo

Esiste quindi una contraddizione evidente tra quanto la statistica ci mostra e quanto la politica ci racconta. Questo è il dato più importante, questa politica che declama a fine mandato i risultati raggiunti e i milioni e milioni di euro spesi e da spendere per il territorio, in realtà non ha raggiunto alcun obiettivo se non quello di mantenere il territorio sotto la media nazionale e nel terzo gruppo e cioè quello dove si vive peggio e anzi, tendenzialmente portandoci verso posizioni sempre peggiori.

È chiaro che la statistica restituisce un quadro generale dove non vengono considerate le eccezioni virtuose che pur esistono sul nostro territorio, e dove le realtà più importanti come il capoluogo hanno un peso maggiore nel determinare il dato finale (negativo o positivo che sia)
Qui ritorniamo al ruolo dei partiti e all’etica della politica, cioè alla capacità di restituire ai cittadini, in termini di qualità della vita, quello che gli stessi pagano in tasse e, lasciatemelo dire, in difficoltà di vivere (e a volte sopravvivere). Ritorniamo al ruolo della politica come volano etico, che dovrebbe scegliere e rinnovare le sue rappresentanze se hanno fallito e dare un messaggio di trasparenza e aderenza al territorio.

Ritorniamo alla realtà di una politica lontana dai cittadini che va avanti per la sua strada suonandosela a cantandosela a seconda delle proprie esigenze. Meditate, gente, meditate e… votate.